Crisanti/ “Vaccino Pfzier barlume, non sarà obbligatorio, i suoi effetti in un anno”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il microbiologo Andrea Crisanti ha detto la sua sul recente annuncio del vaccino Pfizer: “Non sarà obbligatorio, e il lockdown totale è inevitabile”

terza ondata covid
Il virologo Andrea Crisanti (da Facebook)

Mantiene i piedi ben saldi e a terra il microbiologo Andrea Crisanti, professore dell’università di Padova. Nonostante il recente annuncio della Pfizer in merito all’efficacia del vaccino al 90%, il medico ha spiegato: “Il vaccino – le sue parole a ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital – non può avere un impatto sull’epidemia di Covid-19 prima di 12 mesi. Verso ottobre-novembre 2021 vedremo dei veri cambiamenti”. Inoltre, stando a Crisanti, il vaccino non sarà obbligatorio “visto il meccanismo con il quale sarà messo in commercio. È un barlume di luce – ha proseguito – però bisogna guardarlo nei dettagli. C’è un problema logistico – osserva lo scienziato – perché ha bisogno di una catena del freddo a -80 gradi e la tecnologia per la conservazione in Italia non è disponibile nei punti di distribuzione, quindi farmacie e studi medici”.

CRISANTI: “LOCKDOWN? SARA’ INEVITABILE”

Il microbiologo di Padova ha espresso il proprio parere anche in merito ad un eventuale lockdown totale in Italia, e a riguardo le parole di Crisanti sono eloquenti: “Sulla possibilità che il governo eviti il lockdown non ci scommetterei neanche una lira”. Quindi il professore spiega il perchè di tali affermazioni: “Con più di 30mila casi al giorno e con il numero dei morti vicini a quelli di marzo, ad un certo punto anche se ci sarà il vaccino bisognerà abbassare il numero dei casi”. L’ultimo Dpcm introdotto che ha diviso l’Italia in diverse zone rappresenta solo un palliativo per Crisanti: “hanno solo l’obiettivo di attenuare l’onda d’urto – ha detto il medico all’Agi – ma si arriverà al lockdown”, perché “una chiusura totale permetterebbe di abbassare di molto i casi. È inutile farla se poi riapriamo a Natale sotto la spinta di tutti. Sarebbe la strada maestra per una terza ondata”. Le prospettive non sembrano rosee: “Non fermeremo così la terza ondata. Con il sistema di tracciamento che è saltato del tutto, oggi si può fare poco. Si può però investire per evitare una terza ondata l’anno prossimo”.



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