CRISI TURISMO/ I numeri che non fanno vedere la luce in fondo al tunnel

- Vittorio Ferri, Francesco Gastaldi

I dati della Banca d’Italia consentono un approfondimento quantitativo della crisi del settore turismo sulla base delle evidenze fornite da alcuni indicatori

Viaggi, quale turismo dopo il Covid-19?
Viaggi, quale turismo dopo il Covid-19? (Web, 2020)

La diffusione a metà novembre da parte di Banca d’Italia degli aggiornamenti congiunturali dedicati alle economie regionali consente un approfondimento quantitativo della crisi del settore turismo sulla base delle evidenze fornite da alcuni indicatori. Prendendo in considerazione i dati disponibili dei primi due/tre trimestri del 2020, relativi a sei regioni rappresentative di realtà territoriali eterogenee e variegate del nostro Paese, emerge la situazione drammatica per gli arrivi e le presenze, soprattutto nel comparto dei turisti provenienti dall’estero (dati fra meno 70 e meno 90%). Vediamo più in dettaglio la situazione di alcune regioni.

Nella Regione Calabria a giugno del 2020 l’incidenza delle imprese attive nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione (12.283 unità) era pari al 7,70% sul totale dei settori economici (159.354 unità). Nel mese di giugno del 2020 la variazione delle unità delle imprese attive nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione è stata positiva (+0,6%), a fronte di una crescita nulla del totale delle imprese attive in tutti i settori economici, rispetto a dicembre del 2019.

Nel periodo gennaio-agosto 2020 il movimento turistico negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri ha registrato una riduzione degli arrivi dei turisti italiani del 43,7% e del 87,5% di quelli stranieri, mentre le presenze dei turisti italiani hanno avuto una riduzione del 44,6% e del 90,4% di quelli stranieri, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nella Regione Emilia Romagna a giugno del 2020 l’incidenza delle imprese attive nei servizi di alloggio e ristorazione (29.927 unità) era pari al 7,51% sul totale dei settori economici (398.315 unità). Nel mese di giugno del 2020 la variazione delle unità delle imprese attive nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione ha fatto registrare una flessione del 0,9%, superiore al totale delle imprese attive di tutti i settori economici (-0,7%), rispetto al mese di dicembre 2019.

Nel periodo gennaio-agosto 2020 il movimento turistico negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri ha registrato una riduzione degli arrivi dei turisti italiani del 42,2% e del 71,9% di quelli stranieri, mentre le presenze degli italiani hanno avuto una riduzione del 37,7% e del 70,7% di quelli stranieri, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nella Regione Friuli Venezia Giulia a settembre del 2020 l’incidenza delle imprese attive nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione (8.027 unità) era del 9,05% sul totale delle imprese attive (88.604 unità) con una variazione negativa pari a -1,0% per entrambe le categorie rispetto al mese di dicembre del 2010.

Nel periodo gennaio-luglio 2020 il movimento turistico negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri e delle locazioni turistiche registra una riduzione degli arrivi dei turisti italiani del 48,7%, e del 76,1% di quelli stranieri, mentre le presenze dei turisti italiani hanno avuto una riduzione del 40,1% e quelle straniere del 75,7%, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nella Regione Lazio a settembre 2020 le imprese attive nel settore servizi di alloggio e ristorazione (44.644 unità) rappresentavano l’8,8% del totale delle imprese attive (502.126 unità) con una variazione positiva (+1,4%) rispetto al mese dicembre 2019. Nel periodo gennaio-settembre 2020 il movimento turistico, riferito ai soli esercizi alberghieri e alla residenze turistiche alberghiere della Città metropolitana di Roma Capitale, registra una riduzione degli arrivi dei turisti italiani del 67,4% e del’83,3% per i turisti stranieri, mentre le presenze dei turisti italiani hanno subito una riduzione del 65,8% e dell’ 82,6% di quelli stranieri, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nella Regione Liguria, a giugno del 2020, le imprese attive nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione (14.645 unità) rappresentavano il 10,81% del totale delle imprese attive (135.370 unità) in tutti i settori economici. Nel primo semestre la variazione del numero di imprese attive nei servizi di alloggio e ristorazione è stata negativa (-0,6%), sostanzialmente in linea con quella del totale delle imprese attive (-0,8%). Nel periodo gennaio-agosto 2020 il movimento turistico negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri registra una riduzione degli arrivi dei turisti italiani del 36,3% e del 69,7% per gli stranieri, mentre le presenze degli italiani hanno avuto una riduzione di -30,2% e di -68,6% degli stranieri rispetto allo stesso periodo del 201

Nella Regione Siciliana a settembre 2020 l’incidenza delle imprese attive nel settore servizi alloggio e ristorazione (26.926 unità) era del 7,20% sulle imprese di tutti settori economici (373.941 unità) nel 2019. Il confronto tra i dati del 2019 e di settembre 2020 evidenzia una variazione positiva delle imprese dei servizi alloggio e ristorazione e del totale delle imprese, con un aumento rispettivamente dal 2,8% al 3,0% e dallo 0,3% all’1,1%.

Nel periodo gennaio-agosto il movimento turistico negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri ha registrato una riduzione del 38,7% per gli arrivi dei turisti italiani e dell’83,9% di quelli stranieri, mentre le presenze degli italiani hanno avuto una riduzione del 37,5% e dell’83,9% di quelli stranieri, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In assenza di dati omogenei, non è possibile effettuare il confronto tra tutte le regioni italiane, tuttavia sulla base degli indicatori riportati si possono avanzare alcune considerazioni.

Per le sei regioni esaminate l’incidenza dei servizi di alloggio e ristorazione è significativa sul totale delle imprese attive, con valore minimo del 7,20% per la Sicilia e un valore massimo del 10,81% per la Liguria, a conferma del ruolo economico del settore turismo sulle economie regionali. Gli effetti sul numero delle imprese attive sono stati positivi per Calabria, Lazio e Sicilia e negativi per Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Il settore ha mostrato capacità di adattamento, ma saranno necessarie valutazioni più attente e approfondite nei prossimi mesi.

La crisi del turismo nel primo semestre e nel terzo trimestre è stata determinata dal crollo degli arrivi e delle presenze dei turisti, soprattutto stranieri. Un ulteriore effetto del crollo delle presenze nelle strutture ricettive riguarderà il gettito per il 2020 dell’imposta di soggiorno per i comuni turistici.

Il turismo è un settore essenzialmente privato in cui il comportamento degli operatori economici è determinato dal principio della redditività degli investimenti: adotteranno una strategia di sviluppo se ritengono che i benefici attesi possano ripagare il costo sostenuto. Viceversa, non possono essere attivati investimenti in una situazione di grave incertezza nel breve periodo. Ora non è chiaro cosa succederà alle imprese del turismo fra un mese, come possono scommettere sul futuro? E allo stesso tempo, cosa si può apprendere dall’emergenza? Quali modifiche strutturali riceverà il settore turistico, la fruizione e la distribuzione a livello territoriale, i servizi offerti, le forme di promozione?

Il crollo degli arrivi e delle presenze mette a rischio le imprese attive e le numerose incertezze sul futuro bloccano le decisioni degli operatori. La luce in fondo al tunnel della crisi è ancora lontana.

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