CRISI TURISMO/ Un’ombra inquietante oltre i numeri da profondo rosso

- Alberto Beggiolini

Il turismo continua a pagare un alto prezzo alla crisi ed è difficile riuscire a vedere l’uscita dal tunnel in tempi brevi

spiaggia bagnini respirazione
Lapresse

Un po’ come quei compleanni che tanti tentano di dimenticare, più che altro per fingere di ignorare un’anagrafe stagionata, l’altro giorno, il 27, s’è ricordata in sordina la quarantunesima Giornata mondiale del turismo, ricorrenza varata dall’assemblea delle Nazioni Unite nel 1979. Gran brutto 41esimo, certamente il peggiore: per l’UNWTO, l’organizzazione Onu per il turismo, il crollo del settore è catastrofico, con la perdita del 93% degli arrivi internazionali in tutto il mondo. I dati sono riferiti allo scorso mese di giugno, ma non vanno tanto meglio se si considerano i primi sei mesi dell’anno: il calo è stimato nel -65%. Una crisi talmente devastante da aver meritato perfino una menzione di papa Francesco, che domenica ha parlato di una pandemia che “ha colpito duramente questo settore così importante per tanti Paesi. Rivolgo il mio incoraggiamento a quanti operano nel turismo, in particolare alle piccole imprese familiari e ai giovani”.

Parole di speranza anche dal ministro Dario Franceschini, sicuro che “quando si chiuderà questa parentesi il turismo in Italia tornerà più forte di prima. Cultura e turismo saranno centrali nell’utilizzo del Recovery Fund. Dalle crisi nascono grandi opportunità: stiamo lavorando a progetti strategici di lungo periodo in grado di ricostruire un turismo di grandi numeri, ma sostenibile e rispettoso della fragilità del nostro paesaggio, del patrimonio artistico. Non un turismo mordi e fuggi, ma colto e intelligente e attento alle specificità dei territori, a partire dalle tante opportunità del turismo rurale”.

Belle prospettive, però “l’Italia è un Paese che vive di turismo e adesso, finché non si sarà tranquilli sulla sicurezza sanitaria, non ci sarà ripresa. In gioco c’è la sopravvivenza delle aziende. È bello parlare del futuro, ma la priorità è permettere alle aziende di arrivarci”, ha commentato il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Insomma, poco da festeggiare nella triste giornata dedicata al turismo, anche per Federturismo Confindustria: “Il turismo si trova a rifronteggiare tutto quello che abbiamo combattuto tre mesi fa, è come aver fatto un passo indietro di 3 mesi. E quindi ancora una volta l’esigenza di capire come aiutare il settore diventa assolutamente prioritaria”, ha detto la presidente Marina Lalli.

Tra sconforto e speranza, bisogna comunque fare i conti della stagione, e si tratta di bilanci in profondo rosso: secondo l’istituto Ixè (che ha svolto un’indagine per Coldiretti), l’emergenza Covid è già costata 23 miliardi di mancati introiti al turismo estivo italiano. E sarebbero scesi a 34 milioni gli italiani che sono andati in vacanza (-13%), con una spesa media ridimensionata di 588 euro per persona (-25%). Il calo delle partenze, l’accorciamento della durata delle vacanze (scese in media sotto i 10 giorni) e il taglio del budget hanno significato un taglio complessivo della spesa turistica degli italiani di circa 11 miliardi.

Un quadro a tinte perlomeno fosche, dove l’attitudine al viaggio e l’inossidabile appeal del Belpaese si deprimono di fronte alla recrudescenza dei contagi, che getta ombre lunghe quanto il percorso che ancora ci distanzia dall’arrivo dei vaccini.



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