CRISI UK-USA/ Luttwak: il “gioco” di Trump per sdoganare Johnson come futuro premier

- int. Edward Luttwak

Trump è ai ferri corti con il Regno Unito, una crisi diplomatica inaspettata. E la vendita di armi a Taiwan non è un suo colpo di testa

Trump e May
Theresa May e Donald Trump (LaPresse)

E’ scontro diplomatico tra Stati Uniti e Regno Unito, a meno di un mese dalla visita del presidente americano a Londra. A causarlo i commenti dell’ambasciatore inglese a Washington, Kim Darroch, espressi in carteggi riservati, ma resi pubblici in America. Commenti che attaccano frontalmente Donald Trump, definito come “inetto, insicuro e vanesio”, il quale ha reagito con la solita durezza: “Non tratteremo più con lui”. Non solo: Trump ha attaccato anche la premier dimissionaria Theresa May, accusandola di aver combinato un disastro con la gestione della Brexit.

Secondo l’economista e saggista americano Edward Luttwak, “il vero problema è che tutti gli ambasciatori e i leader mondiali criticano Trump per il suo modo, spesso sopra le righe, di comportarsi, sicuramente non degno di un capo di Stato, ma tutti ignorano volutamente i suoi grandi successi, in economia e in politica estera”. Con il suo attacco, aggiunge Luttwak, “Trump ha lasciato intendere il suo appoggio a Boris Johnson come prossimo primo ministro inglese”.

Theresa May ha preso le distanze dalle parole del suo ambasciatore, eppure Trump ha attaccato anche lei. Come mai?

Il caso in questione significa ben poco, si tratta in realtà di un problema a livello generale.

Cosa intende?

Trump ha ottenuto enormi successi sia dal punto di vista economico interno che in politica estera. Ad esempio, con la Corea del Nord: prima di lui Kim Jong-un aveva fatto esplodere quattro bombe nucleari, da quando c’è Trump non ne ha fatta esplodere neppure una.

L’ambasciatore inglese a Washington lo ha però definito sostanzialmente “un incapace”. Che cosa ne pensa?

Nessun ambasciatore al mondo parlerà mai bene di Trump, nessuno. Il suo approccio urta la sensibilità di tutte quelle persone che si considerano “normali, di buone maniere”. Se lei parla con qualche ambasciatore a Washington, tutti le diranno che sono sempre più convinti che Hillary Clinton doveva diventare presidente, perché molto più “convenzionale” di Trump.

Invece?

Quello che nessuno le dirà mai è che la disoccupazione con Trump non è mai stata così bassa e che gli stipendi sono aumentati: non accettano che la crescita economica americana con lui si è trasformata in un autentico boom. Vedono solo il suo modo di fare, che senza dubbio non è consono a un capo di Stato. Speravano che con il passare del tempo diventasse più “convenzionale”, ma così non è stato. I risultati della sua amministrazione sono però più che positivi. Nell’ultimo sondaggio Trump ha ottenuto per l’ennesima volta più del 50% dei consensi.

Trump si è detto contento che fra poco Theresa May lascerà il suo incarico di premier. Il grande favorito è oggi Boris Johnson. Ritiene che Trump volesse fare riferimento proprio a lui?

Boris Johnson è un politico eccellente. Come sindaco di Londra ha raccolto ottimi riscontri. Pensiamo alle Olimpiadi, da lui organizzate, costate il 2% di quanto sono costate quelle precedenti, a Pechino. Non ha sprecato soldi, facendo ottenere a Londra un successo di immagine grandissimo. Ma ha un problema.

Non vanta una buona immagine, vero?

Ha una vita personale, per così dire, agitata e continuerà ad averla, esattamente come Trump. E’ meno irruento di lui, ma non piace come persona. Eppure ha le idee chiarissime: ad esempio, vuole una “hard Brexit” senza far spendere soldi agli inglesi.

Cambiamo argomento. E’ notizia di ieri che gli Stati Uniti abbiano deciso di vendere armi a Taiwan, suscitando le ire della Cina. Un altro colpo di mano di Trump?

No, la notizia non è riportata correttamente. Trump non centra, tutti i presidenti americani lo hanno fatto, anche Obama, perché esiste una legge precisa, la legge sui rapporti con Taiwan, in base alla quale l’America si impegna a proteggere l’isola. Se il Congresso vuole, può cambiarla, ma se Trump non vendesse armi a Taiwan violerebbe questa legge. Taiwan è una democrazia autentica, è l’unico esempio del genere in Asia che funziona con elezioni democratiche. Gli Stati Uniti non molleranno mai una democrazia di 20 milioni abitanti prospera ed efficace.

(Paolo Vites)

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