Cristiana Ciacci, figlia di Little Tony/ “L’anoressia mai accettata da mio padre”

- Davide Giancristofaro Alberti

Cristiana Ciacci a Storie Italiane è tornata a parlare della lotta contro l’anoressia durata ben 12 anni: ecco le sue dichiarazioni

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Cristiana Ciacci a Storie Italiane (Rai)

Cristiana Ciacci, figlia del compianto Little Tony, è stata ospite presso gli studi di Storie Italiane, per affrontare il tema dell’anoressia, lei che ne ha sofferto per ben 12 lunghissimi anni: “Una malattia davvero brutta, è cominciata tutta con una dieta, forse c’è in realtà una predisposizione visto che questa malattia affonda radici nella sofferenza, nella solitudine, tutte cose che io mi portavo già dietro. Il motivo scatenante è stata una piccola dieta, non ho mai avuto problemi grossi di peso, volevo solo perdere al massimo 4 chili per mettermi in forma e poi ho perso la mano, ho perso il controllo e il pensiero del cibo l’avevo tutto il giorno: più riuscivo ad evitarlo e più ero contenta”. Cristiana racconta da cosa è partito tutto: “E’ partito tutto dalla morte di mia mamma a 18 anni, uno scoglio da cui ho fatto davvero fatica a riprendermi, da lì ho subito cercato di avere un bambino perché avevo un vuoto incolmabile.

CRISTIANA CIACCI A STORIE ITALIANE: “MIO PADRE VOLEVA…”

“Mio padre è sempre stato poco presente – prosegue Cristiana parlando del cantante – lui non ha mai voluto accettare questa malattia, l’ha sempre combattuta, come se fosse una mia scelta ammalarmi di anoressia. Forse inconsciamente era così, pensavo di non essere abbastanza, la figlia che lui voleva. Io invece volevo fare la mamma, accudire i figli, stare a casa, mentre lui la vedeva un po’ come una vita “sprecata”. Poi ad un certo punto Cristiana si è fatta forza ed ha riuscito a rialzare la testa: “Ho superato la mia anoressia andando nel centro di Tor Vergata, tra l’altro era anche incinta, ero seguita da psicologici, nutrizionisti, ed ho pensato che avrei dovuto farcela per lo meno per la bambina. Mi sono impegnata e così ho fatto, e da allora continuo a farlo anche perché ho cinque bambini ed ho una grossa responsabilità”.



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