Cristina Scabbia dei Lacuna Coil/ “Il rock vi faceva schifo, felice per i Maneskin”

- Lucia Filardi

Cristina Scabbia, front-woman dei Lacuna Coil, ha espresso il suo parere sui Maneskin e sul rock. La sua band ha visto il successo oltreoceano, si sono esibiti anche all’Ozzfest.

Cristina Scabbia a The Voice
Cristina Scabbia dei Lacuna Coil a The Voice (2018)

Cristina Scabbia, cantante e front-woman dei Lacuna Coil, si è espressa durante una intervista per Rockol su diverse questione, a partire dalla vittoria dei Maneskin all’Eurovision, fino alla denuncia di sessismo che Emma Marrone ha fatto di recente, non tralasciando la sua carriera musicale all’interno della band alternative metal nata nel 1991 a Milano ma che ha visto maggior riconoscimento oltreoceano. In merito alla band romana che è salita sul tetto d’Europa e che sta scalando le classifiche mondiali da un mese, la voce dei Lacuna Coil ha detto: ”Fino a un paio di settimane fa il rock faceva schifo e le chitarre storte davano fastidio. Noi ne sappiamo qualcosa. Ce lo siamo sentiti dire tante volte ‘Ma cos’è questa roba?‘. Ora si sono riscoperti tutti rockettari: mi fa girare un po’ le palle. Però sono contentissima per i Maneskin. Mi sono anche congratulata con loro, sui social. Finalmente c’è un gruppo che suona davvero, che ha una matrice rock, anche se non metal o pesante come nel nostro caso. Il loro successo dimostra che c’è spazio anche per altro rispetto alla musica che viene costantemente promossa in radio e in tv”.

La carriera di Cristina Scabbia con i Lacuna Coil

I Lacuna Coil ricevettero la prima grande soddisfazione nel 1996 quando, dopo aver inviato a molte etichette un loro demo registrato in studio, ebbero la risposta della Century Media Records, etichetta con la quale firmarono il loro primo contratto discografico e partirono in tour negli Stati Uniti d’America. Cristina Scabbia lo ha ricordato a Rockol dicendo: ”La Century Media Records tedesca era un punto di riferimento per chi faceva il nostro genere. L’unico modo per far conoscere all’estero la propria musica era prendere la valigia, salire su un aereo e andare a suonare fuori dall’Italia”. E poi ha aggiunto che a dargli la spinta definitiva è stata la partecipazione nel 2004 all’Ozzfest di Ozzy Osbourne, nel quale fecero ritorno anche nel 2006. Il fatto di avere successo di più all’estero che in madrepatria ”è una cosa che non ci ha mai stupito. D’altronde è difficile sfondare in Italia per un gruppo italiano che canta in inglese e fa un genere che non è proprio popolarissimo, qui”. La front-woman, prendendo come esempio i Maneskin, ha detto: ”Ci sono molte invidie immotivate per i successi altrui. Guardate quanti attacchi stanno subendo ora i Maneskin, da parte dei puristi del rock ‘Non suonano come i Led Zeppelin‘. Ma che discorso è?”.

Cristina Scabbia: “Non siamo interessati al lato commerciale della musica”

E’ stato proprio tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila che i Lacuna Coil hanno visto realizzarsi il riconoscimento che un artista desidera. Cristina Scabbia, nell’intervista per Rockol, si è detta curiosa di sapere che tipo di esposizione avrebbero avuto  se fossero esistite le piattaforme streaming in quegli anni in cui se si voleva ascoltare la musica bisognava uscire di casa e andare in un negozio di dischi. E ha spiegato anche che il successo mainstream non gli appartiene: ”Quando ci fu data la possibilità di essere passati in radio o in tv, ci chiesero di ritoccare i pezzi, di ammorbidirli. Ci rifiutammo. Non siamo mai stati interessati al lato più commerciale della musica: per noi conta essere sempre in giro a suonare”. La cantante, infine, si è soffermata sull’esperienza che nel 2018 ha fatto a The Voice come giudice al fianco dei colleghi J-Ax, Francesco Renga e Al Bano: ”Non lo rifarei. Accettai perché era un’esperienza nuova. Fu divertente. Ma capii di non essere assolutamente tagliata per la tv”. Mentre sulle accuse di sessismo che ha smosso Emma Marrone recentemente, Cristina Scabbia si è mostrata solidale e d’accordo: ”Per una donna è più difficile cercare di scindere l’aspetto fisico da quello professionale. Se vuoi osare, poi devi fare i conti con i soliti pregiudizi”.



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