ALTA VELOCITA’/ La Lombardia attacca Trenitalia: fermeremo Freccia Rossa…

- int. Raffaele Cattaneo

La Regione Lombardia sembra determinata a difendere i diritti dei pendolari, che in questi giorni stanno subendo numerosi disagi a causa dell’incuranza di Trenitalia, concentrata nel far passare i treni ad Alta Velocità davanti a tutti gli altri

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Dopo l’inaugurazione del 14 dicembre, il Freccia Rossa, il treno ad Alta Velocità che collega Milano e Bologna in circa un’ora, sembra essere “deragliato”, finendo per colpire i pendolari lombardi, i cui treni accusano forti ritardi sugli orari previsti.

Una situazione che ha fatto subito scattare la protesta della Regione Lombardia, il cui Presidente Roberto Formigoni e l’Assessore alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo hanno promesso di essere pronto ad «azioni clamorose» contro Trenitalia.

Proprio a Raffaele Cattaneo abbiamo chiesto di spiegarci qual è la situazione e quali sono le azioni che si prevede di mettere in campo.

Ci può spiegare innanzitutto da cosa nascono i disagi segnalati dai pendolari?

La causa principale è il nuovo orario invernale di Trenitalia, che è stato cambiato a causa dell’avvio dell’Alta Velocità. Va ricordato infatti che essa non corre da Milano a Bologna, ma da Melegnano a poco prima del capoluogo emiliano. Nei nodi cittadini sono rimaste le linee storiche, da condividere con i treni a lunga percorrenza e regionali.

Tutto questo ha provocato la necessità a Trenitalia di modificare oltre 700 treni su 1.200 in Lombardia, con un orario che nelle prime ipotesi era assolutamente inaccettabile perché allungava le percorrenze, faceva saltare il sistema delle coincidenze e spostava l’attestazione a Milano di quasi tutti i treni dei pendolari.

Cosa avete fatto allora?

Dopo quasi due mesi di confronto molto serrato con Trenitalia, gli enti locali e i comitati dei pendolari abbiamo trovato un accordo sottoscritto da tutte le parti per rendere accettabile l’orario.

Lunedì abbiamo notato che alcune delle cose che abbiamo condiviso non sono state rispettate e abbiamo quindi alzato la voce in modo forte. Questo perché siamo assolutamente convinti che l’avvio dell’Alta Velocità non può avvenire sulla pelle dei pendolari.

Ancora ieri il Presidente Formigoni ha dichiarato di essere pronto a proteste eclatanti contro Trenitalia se la situazione non cambierà. Di cosa si tratta concretamente?

Se dovessimo avere l’impressione che Trenitalia è concentrata solo sul Freccia Rossa e vuole farlo passare davanti a tutti gli altri treni, sulle spalle dei pendolari, saremo costretti a dimostrare a Trenitalia che il Freccia Rossa può anche rimanere in stazione.

Si tratta ovviamente di un’immagine forte, ma non astratta. Credo che il compito di chi ha responsabilità di governo sia quello di risolvere i problemi e non di acuire le proteste, ma credo anche che a volte di fronte a mali estremi si debbano usare estremi rimedi. Se non riusciremo quindi ad avere da Trenitalia quei miglioramenti che credo siano dovuti ai pendolari, non possiamo escludere di colpire Trenitalia laddove è più sensibile.

Cosa si sente di dire ai pendolari, anche rispetto ai tempi che serviranno per riportare la normalità nei trasporti?

È difficile dare una risposta precisa sui tempi necessari. Lunedì abbiamo chiesto a Trenitalia un cambiamento rapido in 24-48 ore. Ieri qualche primo intervento si è visto, anche se la situazione non è ancora quella che ci aspettiamo: siamo passati da un lunedì nero a un martedì grigio.

Da Trenitalia mi sarei aspettato, con un cambiamento di orario di questo genere, la stessa attenzione e la stessa cura di particolari che ho visto lodevolmente mettergli in campo sabato e domenica per l’avvio del Freccia Rossa.

Tutta questa opposizione al Freccia Rossa sembrerebbe nascondere un’avversione per l’Alta Velocità. Ci può dire cosa pensa realmente di questa infrastruttura?

Ho un giudizio positivo sull’Alta Velocità. Ci permette di disporre di collegamenti ferroviari che accorciano i tempi di collegamento tra le città, il che è un fattore di modernizzazione che cambia lo scenario della mobilità e di conseguenza lo scenario delle relazioni nella scala territoriale. Fino a ieri, per esempio, un professionista di Bologna non poteva pensare di prestare lavoro presso un’impresa di Milano senza trasferirsi, oggi invece può farlo tornando la sera a casa sua.

La ritiene un’infrastruttura utile, nonostante gli alti costi sostenuti per realizzarla?

È vero che i costi dell’Alta Velocità in Italia sono stati alti rispetto a quelli avuti da Francia e Spagna, ma va ricordato che siamo intervenuti molti anni dopo e che abbiamo investito molto in una serie di opere accessorie all’Alta Velocità che sono servite per indennizzare i territori e per creare la prospettiva di una rete ad alta capacità capace di migliorare anche il trasporto dei pendolari. Credo che questo, nonostante quanto visto negli ultimi giorni, potrà avvenire.

La situazione critica delle ferrovie in Lombardia si assomma al futuro incerto di Malpensa. Non pensa che il sistema dei trasporti lombardi stia attraversando una certa difficoltà ultimamente?

Non c’è dubbio che la vicenda di Malpensa e quella del trasporto pendolare siano due punte acuminate di una criticità che però risale più indietro nel tempo e ha bisogno di risposte strutturali e non solo congiunturali per essere risolta.

Mi sembra che questo sia lo sforzo che stiamo cercando di fare in Lombardia, soprattutto negli ultimi 2-3 anni, dove abbiamo messo in campo una serie di interventi strutturali indirizzati a risolvere la carenza infrastrutturale e a iniziare un lavoro di confronto con tutti i soggetti interessati con l’obiettivo di costruire le nuove regole del gioco per migliorare il trasporto pubblico locale.

Penso che ai problemi complessi vadano date risposte strutturali e per farlo ci vuole impegno, lavoro e anche un po’ di tempo.

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