TEMPI/ Amicone: lo sapevate? Sono marxista-leninista perchè difendo la famiglia “tradizionale”

- Luigi Amicone

Nel dibattito sulla famiglia se ne sentono di tutte: viva la secolarizzazione, che manda in soffitta la vecchia famiglia contenitore e apre alla famiglia fondata, finalmente, sui sentimenti. Che poi la famiglia disgregata produca solitudine, non senso e povertà poco importa. Anzi: marxista-leninista chi la difende…

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Premesso che, sia nella versione di rassegna stampa-dibattito mattutino, sia in quella di approfondimento tematico, la trasmissione Omnibus di La7 ha il pregio di volare alto e di lasciar correre la conversazione tra gli ospiti, vi racconto cosa è successo a Omnibus Life, venerdì 9 ottobre, nella conversazione condotta dalla bella e simpatica Tiziana Panella, tra il mitico Enrico Vaime, la pasionaria dell’orgoglio gay e deputata Pd Paola Concia, la star degli avvocati matrimonialisti e prestigiosa firma del Giornale di Vittorio Feltri Anna Maria Bernardini de Pace. E il sottoscritto.

Tema della puntata: “la famiglia allargata”. Spunto della conversazione, la recente constatazione di Benedetto XVI sul fatto che – riporto la forma brachilogica diffusa dalle agenzie del discorso papale, fatta propria dalla conduttrice per avviare la discussione sul tema – «la famiglia allargata rovina i figli» e i «bambini vittime del malessere e dell’abbandono, si sentono orfani perché hanno troppi genitori».

Sulla torta papale Tiziana Panella mette la ciliegina di un commento di Michele Serra, molto caustico nei confronti del papa e, naturalmente, all’insegna di un mondo finalmente liberato da questi richiami moralistici. “Che ne pensate di queste visioni contrapposte?” Parte la discussione. Per parte mia mi limito a confermare l’osservazione del papa. Sostenendo che uno può pensarla come vuole, ma è un fatto assodato che i dati raccolti da sociologi, economisti e, per esempio, la freschissima ricerca della Fondazione per la Sussidiarietà e del Banco Alimentare, dimostrano che cosiddette “famiglie allargate”, separazioni e divorzi non aumentano la salute e il benessere delle persone e della società, ma le peggiorano. Indi per cui, non si dovrebbe idealizzare (né, tantomeno, tifare) per la secolarizzazione che moltiplica le famiglie atomizzate e disgregate, non perché lo dice il papa, ma perché è un fatto che tale fenomeno produce dissesto psicologico ed economico, solitudine e povertà.

 

Quello che racconta Michele Serra, invece, e cioè di quanto sia arretrato e reazionario il papa, si ritorce contro lo stesso tenutario di rubrica su Repubblica. Solo i ricchi borghesi e gente che è abituata a salire e scendere dai taxi piuttosto che sui tram e sui treni pendolari può raccontare la favola che la famiglia allargata, le separazioni, i divorzi, segnano l’avvento di un mondo migliore. Perciò, invece di magnificare le sorti progressive della famiglia disgregata, forse sarebbe tempo per aiutare la famiglia a non disgregarsi. E se parliamo di leggi, forse è meglio che si cominci ad attuare la Costituzione nei punti riguardanti il diritto matrimoniale e l’articolo 31 che prevede “il sostegno dello stato alle famiglie numerose” e che questo sì, non è mai stato attuato.

Apriti cielo! Per Paola Concia queste sono posizioni da “marxisti-leninisti”. Per il resto, con un accento o con un altro, i convenuti criticano questa nostra posizione facendo leva essenzialmente su due concetti: la secolarizzazione non si può fermare, e ben venga la secolarizzazione in quanto, dice la Bernardini de Pace, finalmente si passa “dalla famiglia contenitore alle famiglie fondate sui sentimenti”, ivi comprese, naturalmente, quelle fondate sullo stesso sesso. A questo punto noi diciamo che famiglia si intende una cosa sola, uomo e donna. Il che non è discriminazione, ma semplice nominare le cose col loro nome. Scandaloso anche questo, ovviamente, perché “l’unica cosa che conta è volersi bene”, cioè, di nuovo, i sentimenti.

Beh, avete capito perché il mondo va a rotoli. E perché, nel suo piccolo, quel grande suscitatore di sentimenti che è Barack Obama lo stia rimettendo in piedi, e perciò si è meritato il nobel per la pace. Benché, paradossalmente, Obama sia l’unico Nobel per la pace della storia che ha rifiutato di incontrare un altro Nobel per la pace, il Dalai Lama. I suppose, per ragioni di sentimenti piuttosto che di calcoli machiavellici. 

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