DROGA/ Inalanti che uccidono: i pericoli sono molto più vicini di quanto si creda

- Antonello Vanni

16 ottobre 2009, dopo 14 giorni di coma Adriana, 16 anni, muore a Torino per aver inalato uno spray contente propano e isobutano destinato alla pulizia della tastiera del suo pc. ANTONELLO VANNI mette in guardia dal pericolo insito nell’inalazione di spray e altre sostanze apparentemente innocue

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16 ottobre 2009, dopo 14 giorni di coma Adriana, 16 anni, muore a Torino per aver inalato uno spray contente propano e isobutano destinato alla pulizia della tastiera del suo pc: secondo gli amici la giovane avrebbe “sniffato” la sostanza allo scopo di “sballarsi un po’”. Occorre fare chiarezza su queste sostanze per prevenire con decisione eventi tragici di questo tipo, che purtroppo non sorprendono data la generale disattenzione verso il problema “droghe e adolescenti” in Italia.

Come ho scritto nel mio libro “Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, insegnanti e educatori” per inalanti si intendono tutte quelle sostanze chimiche i cui vapori, sniffati o aspirati, permettono di raggiungere uno stato mentale alterato: in genere vengono distinti in solventi, aerosol, gas e nitriti. A parte le distinzioni chimiche, però, è importante che i genitori sappiano che queste sostanze psicoattive possono trovarsi in prodotti assolutamente banali e di facilissima reperibilità: vernici, colle, inchiostri, spray, deodoranti, lacche per capelli, diluenti, smalti per unghie, sgrassanti, liquidi per pulire i computer, ma anche nella benzina o nei gas presenti negli accendini. Altro aspetto importante: la loro pericolosità è proporzionale alla banalità: sono in grado infatti di danneggiare strutturalmente il cervello, il sistema nervoso centrale, e provocare morte immediata.

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Su suggerimento di qualche amico i ragazzini tentano a volte l’incontro con un mondo “diverso” sniffando queste sostanze nei contenitori o nei barattoli, spruzzandosi in bocca i gas o gli spray, aspirandole dagli accendini o da sacchetti di plastica. In pochi minuti si manifestano già gli effetti acuti dell’assunzione: comportamenti disinibiti, euforia o stordimento, incapacità di controllo del corpo, difficoltà nella comprensione e nell’espressione verbale. Poiché gli effetti di queste sostanze durano poco l’utilizzo è solitamente protratto per qualche ora, fatto che aumenta i pericoli in quanto il consumo continuato può portare a delirio, incoscienza e morte. Talvolta la morte può avvenire anche solo per cause meccaniche: ad esempio per l’asfissia causata dall’aver messo un sacchetto di plastica sulla testa, o per il soffocamento dovuto al vomito seguito all’assunzione; oppure per incidente o caduta: molti di questi adolescenti infatti, dopo qualche sniffata, si trovano in uno stato di confusione mentale in cui credono di “poter volare o nuotare nell’aria”. Diversi studi hanno poi documentato la “morte istantanea per sniffo” (Sudden Sniffing Death) che sopraggiunge quando l’insistenza nell’uso, soprattutto con strumenti come sacchetti o palloncini, causa l’assenza totale di ossigeno nei polmoni e nel sistema nervoso centrale.

 

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Per quanto riguarda i danni sul lungo termine, essi si hanno sul cervello e sull’intero sistema nervoso: riduzioni di volume nella massa di aree come la corteccia cerebrale e il cervelletto, forme associate di polineuropatia, disturbi neurologici e di comportamento come gravi difficoltà cognitive e motorie dovute al fatto che gli inalanti distruggono la mielina, un tessuto grasso che protegge le fibre nervose e facilita la trasmissione degli impulsi tra le stesse. Ma gli inalanti sono nocivi anche per il sangue, la cui capacità di trasportare ossigeno viene debilitata mentre i globuli rossi vengono danneggiati; per il cuore, il cui ritmo può essere repentinamente disturbato e arrestato; per il fegato che può ammalarsi di cirrosi epatica; per i reni la cui capacità di controllare gli acidi nel sangue viene compromessa; per i polmoni che vengono intossicati; per i muscoli, che soffrono di riduzione nella massa e nel tono. E infine anche per il midollo osseo: il benzene ad esempio causa leucemia.

Gli inalanti sono sostanze psicoattive di cui non si parla quasi mai, tanto che è difficile anche produrre dati statistici relativi al consumo. Queste droghe però vanno prese in considerazione in quanto innanzitutto il loro uso è, in Italia, in preoccupante aumento tra i giovani (Direzione Centrale Antidroga, Rapporto 2007 sull’andamento dell’uso di sostanze stupefacenti in Italia); poi perché i loro effetti dannosi acuti o cronici possono essere di particolare gravità; ma soprattutto perché il loro utilizzo, che trae origine da sostanze addirittura di uso domestico o quotidiano che costano pochissimo, riguarda gli adolescenti più giovani che cercano “lo sballo” di nascosto, magari in casa, e senza spendere nulla. Sono cioè le droghe dei più piccoli o dei poveri, dalle quali qualche volta si parte per arrivare al più frequentato mondo delle altre dipendenze.

 

 

Di fronte alla pericolosità di queste sostanze, che è amplificata dalla facilità con cui anche i giovanissimi possono reperirle, sono state fornite dagli studiosi della prevenzione alcune brevi indicazioni che possono essere utili ai genitori, ma anche agli insegnanti in classe, per identificare chi ha fatto uso di inalanti o ne fa uso ripetuto. Particolare attenzione dovrà essere data agli abiti: spesso i vestiti emanano odore di sostanze chimiche come vernici, solventi o benzina e su di essi e sulla pelle (viso, mani, naso) possono comparire macchie di vernici o altre sostanze inusuali. In genere questi adolescenti nascondono, anche nelle cartelle, barattoli o bombolette di diverse sostanze chimiche, adducendo pretesti poco convincenti. In ambito scolastico deve essere ben monitorato, da parte degli insegnanti, anche l’utilizzo che gli studenti fanno degli accendini da cui viene aspirato il gas per ottenere qualche istante di euforia. Il comportamento associato all’uso degli inalanti è riconoscibile da stato di confusione con difficoltà nell’espressione verbale, nausea e mal di testa improvviso, incapacità di ben coordinare i movimenti corporei, facile irritabilità o depressione. Agli adulti che si trovano davanti un adolescente in questo stato si consiglia la massima ventilazione dell’ambiente, la calma, e l’immediata, ma tranquilla, richiesta di aiuto medico: far agitare ulteriormente un ragazzo in questa condizione, infatti, aumenta in lui aggressività, esperienza allucinatoria e disfunzioni cardiache che possono ucciderlo.

Mentre su YouTube i padri raccontano la morte dei loro figli a causa di sostanze per pulire tastiere di computer invitando gli altri padri a parlarne con i figli, in molti Paesi vengono svolte già da anni ampie campagne di prevenzione (si veda ad esempio www.inhalants.org) per informare gli adolescenti dei rischi e per richiamare i genitori alla responsabilità, consigliando loro di informarsi al meglio su questo argomento, di monitorare e gestire, custodendoli e tenendoli fuori dalla portata dei ragazzi finché possibile, i prodotti che possono rientrare in queste categorie. Molto spesso infatti, come confermano le ricerche e le cronache, i pericoli sono molto più vicini di quanto non si creda.

 

 

 

 

 

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