DELITTO TORINO/ Rimprovera il figlio: “Giochi troppo con la Play Station”. Il sedicenne accoltella il padre

- La Redazione

Hanno giocato assieme con la Play Station per ore. Poi, un ragazzo di 16 anni, Mario R., ha accoltellato alla gola il padre – Fabrizio R., un magazziniere di 46 anni. Il fatto è accaduto a Torino, in via Parma, poco distante dal centro, intorno alle 13:00 di domenica

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Hanno giocato assieme con la Play Station per ore. Poi, un ragazzo di 16 anni, Mario R., ha accoltellato alla gola il padre – Fabrizio R., un magazziniere di 46 anni. Il fatto è accaduto domenica a Torino, in via Parma, poco distante dal centro, intorno alle 13:00 di domenica. Il padre è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Molinette, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza. Ora versa in gravissime condizioni, nel reparto di rianimazione dell’ospedale. Secondo le prime ricostruzioni, a far intraprendere il folle gesto al ragazzo, sarebbe stato un rimprovero di troppo del padre.

 – I due stavano giocando a Fifa 2009. Durante il duello calcistico, il padre continuava a criticare il figlio su modo in cui aveva impostato il proprio gioco. Quando il ragazzo si è rivoltato al padre in maniera nervosa – «Adesso basta. Sono capace di giocare da solo!», avrebbe detto – questi ha staccato i fili del videogioco, rimproverandolo: «Giochi troppo con la Play Station». A quel punto, il ragazzo è andato in cucina, ha preso un coltello con una lama di 40 centimetri, è tornato in salotto e ha sgozzato il padre. «Erano quasi le 13. Giocavo con mio padre a Fifa 2009, un gioco di calcio per la Playstation. Ma lui continuava a insistere sulle regole», ha raccontato successivamente il ragazzo.

Dopo di che, è tornato in cucina dove, di fronte agli occhi attoniti della madre – Monica, Casalinga – ha lavato la lama sporca di sangue, come se niente fosse. La donna si è resa conto della situazione solo quando ha visto il marito sporco di sangue che tentava di tamponare la ferita. «Io non mi sono accorta di nulla», ha detto Monica. «Ho visto Mario che tornava, sembrava calmo, si è avvicinato al lavandino e ho notato che lavava un coltello. Subito dopo è arrivato mio marito, con una mano si teneva il collo, grondava sangue». A quel punto, ha immediatamente chiamato il 118. «Mario è appassionato, gioca sempre con la play-station e non volevamo che usasse dei giochi violenti», — ha riferito la madre prima di raggiungere il marito in ospedale.

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 IL CARCERE MINORILE – Il ragazzo, intanto, si era chiuso in camera da letto. I poliziotti, giunti sul posto, lo hanno arrestato in flagranza di reato. Il padre sarebbe fuori pericolo di morte, anche se la prognosi, attualmente è riservata. «È arrivato che era cosciente aveva la laringe recisa che è stata ricostruita chirurgicamente», spiegano i medici. Ora il ragazzo dovrà rispondere di tentato omicidio. Mario è stato portato in Questura. Lì è stato interrogato dai dirigenti delle volanti Alberto Bonzano e Giovanni Temporale in presenza dell’avvocato d’ufficio Erika Vaccaro e il magistrato del tribunale dei minorenni Chiara Maina. Ha confessato l’accaduto. Non ha chiesto, tuttavia, notizie del padre. «Ma è stato collaborativo», hanno detto gli investigatori. Ora sta nel carcere minorile Ferrante Aporti.

«Una famiglia normale» senza «particolari problemi economici», come anche  Mario, un ragazzo nella norma, semplicemente con qualche problema di rendimento scolastico: così gli inquirenti hanno descritto il contesto. «Un ragazzo normale, una famiglia perbene», hanno confermato i vicini di casa.

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