SCIOPERO MEDIASET/ Le addette al trucco scrivono a Silvio Berlusconi

- La Redazione

SCIOPERO MEDIASET: I sindacati della comunicazione Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero per il gruppo Mediaset il 10 e l’11 gennaio. La decisione è stata presa contro la cessione del ramo d’azienda che riguarda la sartoria, il trucco e l’acconciatura. Le addette scrivono al premier, Silvio Berlusconi

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I sindacati della comunicazione Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero per il gruppo Mediaset il 10 e l’11 gennaio. La decisione è stata presa contro la cessione del ramo d’azienda che riguarda la sartoria, il trucco e l’acconciatura.

Il comitato di redazione del TG5 si dichiara ”solidale con i lavoratori di Mediaset che insieme ai sindacati Cgil-Cisl-Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale dei dipendenti del gruppo per il 10 e 11 gennaio per protestare contro la cessione di importanti rami d’azienda”.

”I giornalisti del TG5 sono vicini alle colleghe e ai colleghi del settore trucco, sartoria e acconciatura che dopo anni di lavoro in Mediaset già dal primo febbraio rischiano di passare alle dipendenze di un società esterna al gruppo”.

Il Cdr del TG5 ”condivide il timore espresso dai colleghi di Videotime-Mediaset che il progetto di cessione di questo ramo d’azienda possa essere l’inizio di un processo di affdamento di lavoro in appalto, che nell’ambito delle più generali trasformazioni dei settore televisivo, potrebbe coinvolgere altri settori, sedi o attività del gruppo mediaset nel suo complesso”.

Lettera aperta delle addette al reparto trucco di Mediaset a Silvio Berlusconi, a Fedele Confalonieri e a Piersilvio Berlusconi.

La protesta nasce dalla decisione del gruppo televisivo di cedere il ramo d’azienda a una società, Pragma, che definiscono in una nota "priva di qualunque qualifica ed esperienza nel settore. Fin dall’inizio le reti televisive del gruppo Mediaset hanno fatto della cura della immagine e della professionalità dei suoi collaboratori una delle chiavi del loro successo. Molte di noi hanno percorso tutte le tappe di questa storia, lavorando dietro le quinte, ma sempre con grande orgoglio e impegno, alla crescita della azienda. Ci rivolgiamo a Lei perché riteniamo che la strada dell’espulsione dall’azienda delle risorse umane che ne hanno consentito lo sviluppo, in favore di soluzioni fragili e precarie, sia sbagliata e controproducente".

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