SARAH SCAZZI/ L’abbraccio tra la mamma di Sarah e la moglie dello zio assassino

L’abbraccio tra la mamma di Sarah e la moglie dello zio assassino

10.10.2010 - La Redazione
barasarah_R400
La bara di Sarah ai funerali di ieri, foto Ansa

Venerdì sera, la bara di Sarah Scazzi è già nella camera ardente. Concetta, la mamma di Sarah, si reca a casa della sorella Cosima. Cosima è la moglie del mostro, dell’assassino, dello zio di Sarah. Il cognato di Concetta. Negli ultimi giorni dopo la notizia del ritrovamento del cadavere di Sarah e la confessione dell’assassino, si è detto e sentito di tutto.

Anche che Cosima, la sorella di Concetta, sapesse quello che era successo. Che la mamma di Sarah accusasse lei e la figlia. Invece Concetta è andata a casa del mostro, pochi metri più in là della cantina dove si è consumata la tragedia e sua figlia è morta. «Sta’ tranquilla, non ce l’ho con te, né con le tue figlie. Lo so che non c’entrate nulla» le dice. Le due donne si abbracciano. E’ un gesto profondo, una assoluzione da parte dell’unica persona che può farlo. «Io non do retta alle voci, so che stai vivendo il mio stesso dolore» dice a Cosima la mamma di Sarah.

Valentina, la figlia di Cosima, commenta: «Mia zia è un angelo» e l’altra figlia Sabrina dice di non aver mai sospettato del padre, come invece sostengono altri. Intanto gli avvocati di Misseri chiedono la perizia psichiatrica: «Si è in presenza di un comportamento considerato nel suo insieme di abiezione inusitata, sintomatico di una personalità prava e perversa, certamente non riscattata dalla tardiva contrizione». Gli psicologi del carcere lo dichiarano invece una persona «in grado di intendere e di volere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori