SARAH SCAZZI/ Sabrina Misseri, il verbale dell’interrogatorio: “Lava bene l’auto”

- La Redazione

Il verbale dell’interrogatorio di Sabrina Misseri

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Sabrina Misseri, foto Ansa

Una nuova parte del verbale dell’interrogatorio a Sabrina Misseri, riportato oggi sul sito de La Repubblica. La stessa Sabrina riporta ai magistrati che il padre, quando ormai Sarah era morta, le avrebbe detto se voleva usare la macchina, che la stava lavando. Sabrina gli avrebbe raccomandato di pulirla bene, che davanti “possono crescere i funghi”.

Ecco il testo del verbale dell’interrogatorio a Sabrina.

S.: Eravamo fuori casa e gli ho detto: “Mi raccomando, ferma Sarah se la vedi perché stiamo andando dalla zia”. Però c’è stato un dettaglio che mi ero proprio dimenticata, quando mio padre mi dice: “Sabrì se vuoi stasera puoi usare la macchina che te la sto pulendo”

Gip: La Seat Marbella?

S.: Si… chiedete anche a Mariangela perché Mariangela si è fatta una risata quando io ho detto: “Va bè, dove stai pulendo?”. E lui mi ha detto: “Il cofano” e io ho detto: “A me non mi serve il cofano pulito”, anche perché io facendo la battuta ho detto: “Davanti c’è la sporcizia, davanti possono crescere i funghi e gli asparagi” facendo la battuta”

Pm: Perché ha detto a sua zia Concetta che i suoi non erano in casa?

S.: No, mio padre non c’era effettivamente, di mia madre non mi ricordo proprio di aver detto che non stava in casa Pm: Quindi è falso quello che ha detto Concetta?

S.: No, io non mi ricordo di aver detto una cosa del genere

Gip.: Lei ha mai litigato con Sarah diciamo per ragioni di gelosia per Ivano?

S.: Riprese, non rimproveri, cioè litigate proprio no

G.: Vuole essere più precisa?

S.: Io lavoravo in casa, no, come estetista. Le voci dicevano il fatto che Sarah comunque cercava l’affetto, allora io ho detto: “Sarah non stare troppo appiccicata a Ivano”.

G.: Che significava cercava l’affetto? Di chi?

S.: No, in generale, in generale perché lei era appiccicosa sia con Alessio sia con Ivano (…) io le ho detto: la gente di Avetrana, e quella che è…

G.: Lei ha mai litigato in pubblico?

S.: No, forse quella ripresa soltato con Mariangela (…) la sera prima, che io non mi ricordavo neanche tanto bene del fatto di questo litigio

G.: Ma mi spiega che significa “era appiccicata”?

S.: Nel senso che si sedeva magari a fianco, si appoggiava un po’ la testa, la carezza, qualche bacino sulla guancia

G.: Erano ricambiati?

S.: No, era più lei, i ragazzi (ndr, Ivano e Alessio) al massimo le facevano una carezza (…)

 

G.: Lei immagino sappia che in uno dei suoi diari Sarah aveva annotato di una discussione con lei concludendo, “come al solito”, no?

S.: Sì, perché lei le riprese le prendeva come dei rimproveri… Perché se fosse stato un litigio vero e proprio Sarah non sarebbe venuta il giorno dopo a casa mia (…) Pm: Dico come mai Mariangela dice che c’erano le due macchine?

S.: Non lo so Pm: E che in quel momento stava uscendo sua mamma… S.: No, non è vero Pm: E perché dovrebbe dire questa falsità Mariangela?

S.: Secondo me si vuole lavare le mani e uscire subito da questa storia (…) Noi abbiamo litigato e non ci parlavamo più: (…) lei se ne vuole andare via da questa brutta storia secondo me. (…) Secondo me è passato tanto tempo che la memoria non tanto…

G. : Lei dice che ha litigato con Mariangela, quando e perché?

S.: Io volevo un aiuto da lei nei confronti di quelli di “Chi l’ha visto?” per quanto riguarda il profilo psicologico di Sarah, siccome le dissi: “Un conto è che lo dico io com’è fatta Sarah e un conto è che lo dice uno dall’esterno”. E lei ha detto: “No, non ne voglio più sapere niente”. “Va bene – ho detto io – allora non fare la parte alla fine che sei interessata a Sarah perché non te ne frega niente” infatti io poi le mandai un messaggio e le dissi: “Guardi, per me non c’è bisogno se mi chiedi se ci sono novità, per me puoi pure sparire. (…) Poi mi sono fatta sentire quando si è saputo che mi ho padre ha confessato, allora lì ho voluto chiamarla per chiedere scusa”.

G.: E Mariangela come ha reagito?

S.: Lei disse: “Non ti preoccupare, chi se lo aspettava che tuo padre facesse una cosa del genere?!” io mi sono sentita proprio male perché ho detto mai pensando che l’assassino era in casa nostra…

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