BARI/ Scambiano uno choc settico per influenza e muore a 22 anni. Vana l’amputazione delle gambe

- La Redazione

Una ragazza, in seguito ad uno choc settico scambiato per un virus influenzale, è morta, dopo che in extremis le hanno amputato le gambe e le dita della mani.

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Una ragazza, in seguito ad uno choc settico scambiato per un virus influenzale, è morta, dopo che in extremis le hanno amputato le gambe e le dita della mani.

Una vita stroncata nel cuore degli anni. In seguito ad un semplice intervento per asportare una cisti al coccige. E’ successo ad Antonella Mansueto, di 22 anni, studentessa in Farmacia di Noci in provincia di Bari. I medici avevano scambiato un choc settico per un banale virus influenzale. Per salvarla in extremis, le avevano amputato le gambe e le dita delle mani. La ragazza era stata ricoverata presso l’ospedale civile di Putignano (Bari) ed operata dal chirurgo Aldo Calò. Nel corso delle medicazioni dei giorni successivi un altro medico si era accorto che qualcosa, nella ferita, non andava. Il 6 febbraio le sue condizioni peggiorano notevolmente, la febbre arriva a 42. Il medico di guardia le prescrive della semplice Novalgina, credendo che si tratti di influenza.

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Il giorno dopo la situazione si fa drammatica, la ragazza è trasportata all’ospedale di Noci. Dopo sei ore i medici rivelano ai genitori che la ragazza ha una setticemia diffusa. Antonella viene portata, a quel punto, all’ospedale più attrezzato Miulli di Acquaviva delle Fonti. Il 22 un team di medici bolognesi si reca nell’ospedale per amputarle le game e le dita delle mani esclusi i pollici, Tutto inutile. La ragazza muore il 26 marzo per una cancrena conseguente a una trombosi arteriosa per choc settico.«Ho riflettuto molto perché nessuno mi darà indietro la mia Antonella, ma voglio che una cosa così brutta, che ti trasforma la vita in un inferno dal quale non esci più, non accada a altri», ha spiegato la madre di Antonella. «Era un intervento semplice, di quelli che in tutti gli ospedali vengono fatti ogni giorno. Mi fidavo di quei medici, e ora invece la mia bambina non c’è più».

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