LEGGE 40/ D’Agostino: La Consulta rispetti le decisioni del parlamento e il referendum

Per il presidente del Comitato nazionale per la bioetica il rilievo del Tribunale di Firenze contro la costituzionalità della Legge 40 ignora i diritti del nascituro

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Foto: Imagoeconomica

«Far nascere un bambino con la fecondazione eterologa significa sottoporlo a un’anomalia conturbante. Nell’interesse del bambino, mi auguro che la Corte costituzionale respinga il rilievo del Tribunale civile di Firenze che solleva un nuovo dubbio sulla costituzionalità della legge 40». A sostenerlo è il presidente del Comitato nazionale per la bioetica, Francesco D’Agostino, che si dice «amareggiato per il fatto che i magistrati fiorentini non hanno tenuto sufficientemente conto del fatto che l’articolo 1 della legge 40 afferma che bisogna tutelare tutti i soggetti, compreso il nascituro. Al contrario la fecondazione eterologa massimizza l’interesse della coppia ad avere un figlio, sminuendo il diritto del bambino a crescere in modo equilibrato».

Davvero, come affermano i giudici, nella legge 40 c’è una «manifesta irragionevolezza»?

Se fosse così manifesta, allora non si capirebbe perché l’opinione pubblica l’ha ritenuta così ragionevole da bocciare il referendum dei radicali per sul quale si è votato nel 2005.

Perché nascere dalla fecondazione eterologa può essere conturbante?

Questa tecnica, necessaria solo nel 5% dei casi della fecondazione assistita (nel 95% dei casi è sufficiente quella omologa) utilizza il seme di un genitore estraneo alla coppia. Qualsiasi bambino con due padri o due madri crescendo si sentirà inevitabilmente diverso da qualsiasi altro bambino della sua età. Al punto da vedere alterato il suo normale sviluppo psicofisico. Normalmente infatti le coppie nascondono ai loro figli il fatto di essere nati attraverso una fecondazione eterologa. Del resto non lo dico io, ma diversi illustri psicologi: il bambino ha bisogno di genitori che siano per lui dei punti di riferimento, se glieli togliamo questo crea in lui delle gravi difficoltà.

Ci sono esempi concreti o è solo una teoria?

Numerosi bambini nati con l’eterologa, una volta diventati adulti si sono messi all’affannosa ricerca dei loro genitori biologici. Il primo caso si è registrato in Francia, dove una 20enne ha intentato una causa per chiedere al giudice di rimuovere l’anonimato del suo vero padre.
 

 

 

Ma tra i medici c’è consenso sul fatto che la fecondazione eterologa crea difficoltà ai bambini?

Ci sono due posizioni contrastanti, che si riassumono nel braccio di ferro tra pediatri e medici che applicano la fecondazione assistita.

Ma in fondo le coppie che ricorrono all’eterologa non possono essere considerati sullo stesso piano dei genitori adottivi?

Non bisogna dimenticare che il rapporto adottivo è sempre difficile. Esistono degli esempi positivi, ma anche dei casi preoccupanti di adozioni che falliscono. L’adozione è sempre legata al dramma della perdita dei genitori naturali. E nella fecondazione eterologa si riproduce questo dramma artificialmente.

Ritiene che la Corte costituzionale alla fine accoglierà o respingerà i rilievi dei magistrati fiorentini?

Mi auguro che non lo faccia, perché creerebbe una conflittualità con il Parlamento che potrebbe durare all’infinito. E’ giusto che la Consulta rispetti l’autonomia del parlamento in ambito etico e politico. Se lo avesse ritenuto opportuno, il Parlamento avrebbe potuto dire sì all’eterologa. E’ stata una scelta etico-politica, non di maggiore o minore rispetto della Costituzione che non è mai stato messo in discussione.

(Pietro Vernizzi)

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