SARAH SCAZZI/ Ritrovato il corpo della 15enne. Lo zio confessa: Uccisa perché resisteva alle mie avance

- La Redazione

 Le indagini sulla misteriosa scomparsa di Sarah Scazzi sono giunte a un tragico epilogo

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Le indagini sulla misteriosa scomparsa di Sarah Scazzi sono giunte a un tragico epilogo. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato in un pozzo dopo la confessione dello zio della ragazza, al termine di un interrogatorio fiume. Una vicenda raccapricciante, non solo per i dettagli emersi durante le indagini, ma anche per il modo in cui la madre della vittima è venuta a sapere della sua morte.

Una parte degli italiani ha appreso la drammatica notizia in tempo reale attraverso la trasmissione “Chi l’ha visto?” in onda su Raitre. La puntata condotta da Federica Sciarelli era addirittura dedicata al caso di Sarah Scazzi e in collegamento video c’era Concetta Serrano, madre della ragazza, proprio dall’abitazione dell’omicida che era in quel momento ancora sotto interrogatorio degli inquirenti.

La Sciarelli ha dato lettura in diretta di un’agenzia di stampa nella quale si diceva che gli inquirenti avevano avuto notizie riguardanti la morte di Sarah e sul luogo in cui era stato posto il suo corpo. Una notizia che ha scatenato in diretta tv un via vai di telefonate alle autorità per avere conferme e dettagli su quanto stesse accadendo, mentre Concetta rimaneva immobile, quasi incapace di comprendere o accettare fino in fondo la drammatica verità. La conduttrice, che forse aveva già intuito anche chi fosse l’assassino della ragazza, chiedeva anche come mai lo zio di Sarah fosse ancora sotto interrogatorio degli inquirenti, soprattutto data l’ora (le 23:20 circa).

Poi un altro annuncio shock: Federica Sciarelli comunica che i Carabinieri stanno cercando il corpo di Sarah in base a indicazioni fornite dalle persone interrogate nella stessa giornata. È facile quindi dedurre che sia stato lo zio o la zia della ragazza a confessare. Il tempo passa e il cerchio delle notizie si stringe con la Sciarelli che incalza l’avvocato della famiglia chiedendo se sia stato Michele Misseri a confessare, mentre lo sguardo di Concetta Serrano è sempre più perso, probabilmente la donna sta intuendo la tragica verità dei fatti. Ma il collegamento video non si interrompe ed è la Sciarelli a chiedere a Concetta se vuole che il programma sia interrotto. La donna, comprensibilmente, non è però in grado di rispondere. Solo dopo diversi minuti decide di abbandonare il collegamento video.

 

Le ricerche del corpo di Sarah sono iniziate quindi subito nella notte in base alle dichiarazioni fornite da Michele Misseri. I carabinieri hanno trovato il corpo in un pozzo, o meglio una vasca per la raccolta delle acque piovane, che si trova in un podere di proprietà dell’omicida nelle campagne tra San Pancrazio Salentino e Avetrana. Sono ancora in corso le operazioni di recupero del corpo, dato che il pozzo presenta delle strettoie e l’apertura ha un diametro di poche decine di centimetri. Si sta quindi cercando di “sbancare” il terreno circostante, in gran parte roccioso, per poter raggiungere il fondo della vasca.

 
IL TELEFONINO SOSPETTO –
Il luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Sarah Scazzi si trova a pochi metri dall’uliveto dove lo stesso Misseri aveva ritrovato il telefonino della nipote il 29 settembre, dopo oltre un mese dalla sua scomparsa. Il fatto che fosse stato un parente stretto a ritrovare il cellulare di Sarah aveva insospettito gli inquirenti. Misseri aveva raccontato di aver ripulito un uliveto dalle foglie secche per preparare la raccolta delle olive, dando fuoco a delle sterpaglie. Il giorno dopo avrebbe trovato nella cenere il cellulare bruciacchiato e privo della batteria e della sim. Il 26 agosto, giorno della sparizione di Sarah, il cellulare, secondo le indagini, è stato spento alle 14:42 per non essere più riacceso.

 

– Stando alle dichiarazioni di Walter Biscotti, uno degli avvocati della famiglia Scazzi, attraverso il ritrovamento del telefonino, Misseri ha cercato di lanciare un messaggio per farsi scoprire o per far capire che il corpo di Sarah era lì vicino. Ma lo stesso gesto potrebbe essere anche letto come un tentativo di depistaggio, un modo (non riuscito) di allontanare da sé i sospetti.

 

 

Di Sarah Scazzi si erano perse le tracce il 26 agosto, quando era uscita di casa per recarsi a casa della cugina, Sabrina Misseri, con cui si doveva recare al mare in compagnia di un’amica. Uscita di casa poco prima delle 14:30 in pantaloncini e maglietta, con lo zaino e un asciugamano, non arriverà mai dalla cugina: sparisce nel tratto di circa 800 metri che va da vico II di via Verdi, dove abita la sua famiglia, a via Grazia Deledda dove si trova l’abitazione degli zii. Alle 14:42, dopo alcuni tentativi di Sabrina di mettersi in contatto telefonico con la cugina, il cellulare di Sarah non dà più segni di vita. Per lungo tempo si è pensato prima alla fuga della ragazza, poi a un rapimento.

 

– Nulla trapela dagli ambienti investigativi sul movente che avrebbe portato Michele Misseri all’omicidio della sua giovane nipote Sarah Scazzi. Certamente le ipotesi si concentrano su una squallida storia di abusi, di avances respinte che avrebbero scatenato la furia omicida. Secondo una prima ricostruzione proposta da Il Nuovo Quotidiano di Puglia basata su alcune indiscrezioni, “Sarah arriva a casa degli zii, perchè ha appuntamento con la cugina Sabrina, nel primo pomeriggio del 26 agosto. Trova lo zio che la convince ad andare in cantina. Sulle scale la quindicenne viene aggredita e strangolata con una corda. “L’ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta”, avrebbe detto lo zio agli investigatori. Sarah, quindi, muore strangolata nel giro di pochi secondi”. Rimane ancora però molto da chiarire e le indagini non si fermeranno prima di aver verificato puntualmente il contenuto della confessione resa dal Misseri.

 

 

A quanto sembra, secondo ricostruzioni giornalistiche che hanno cominciato a circolare la mattina del 7 Ottobre, una chiave di volta dell’interrogatorio che ha portato alla confessione dello zio di Sarah Scazzi sarebbe una intercettazione ambientale nella quale la cugina di Sara, Sabrina, avrebbe detto alla madre: “Sara, se l’è portata via lui”. Accusa pesantissima che la figlia non ha mai confermato pubblicamente, anzi, persino la sera del 6 Ottobre, quando Federica Sciarelli ha cominciato a rendere note le notizie di agenzia che poco lasciavano all’interpretazione sulla confessione resa dal padre ha sempre parlato (da dietro le telecamere) di “vili calunnie e falsità”.

 

Ma c’è ancora molto da capire sul movente che avrebbe spinto Michele Misseri a uccidere Sarah. Una delle ipotesi più accreditate dai media è che lo abbia fatto per coprire qualcuno. Qualcuno a lui molto vicino. L’ipotesi è che il Misseri abbia ucciso, o voluto coprire, l’omicidio commesso da un altro membro della sua famiglia a lui molto vicino. Secondo quanto riportato da La Repubblica di Bari, infatti, ci sarebbero “Dubbi anche sulla cugina di Sarah”, quella che nelle prime ore della scomparsa era indicata come l’amica del cuore della quindicenne. Qualche giorno fa è spuntato un litigio fra Sarah e Sabrina, pare per un ragazzo, Ivano. “Sabrina è gelosa, non sopporta che io stia ore a parlare con Ivano”, aveva scritto Sarah sul suo diario la mattina prima di sparire nel nulla. Era già arrivata la smentita dell’interessata, “Non ho litigato con Sarah. A volte l’ho ripresa come una sorella maggiore. Le chiedevo di non stare attaccata ad Ivano. Volevo tutelarla. Qui basta poco per finire al centro di malelingue. E lo dico un’altra volta. Non sono innamorata di Ivano. E’ solo un amico”, ma ora forse non regge più. Purtroppo, alla luce dei fatti, quello che normalmente liquideremmo come una semplice gelosia adolescenziale, ora deve passare sotto la lente di media e investigatori e non va scartata nessuna ipotesi.

 

(Pietro Vernizzi)

 

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