CASO RUBY/ L’intervista a Oggi: Fuori dalla Questura ho sentito Berlusconi

- La Redazione

Ruby, in un’intervista in esclusiva pubblicata su Oggi racconta la sua versione dei fatti circa lo scandalo Bunga Bunga

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Foto Ansa

Ruby, in un’intervista in esclusiva pubblicata su Oggi racconta la sua versione dei fatti circa lo scandalo Bunga Bunga.

Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby, la ragazza marocchina al centro dello scandalo che vede coinvolto il premier e indagati Lele Mora ed Emilio Fede per favoreggiamento della prostituzione, racconta a Oggi la sua versione dei fatti. «Quando siamo uscite dalla questura, Nicole mi ha detto che l’aiuto era arrivato da Silvio. Poi me lo ha passato al telefono e lui mi ha detto che non voleva più vedermi. La Minetti mi disse che ero incosciente e mi invitò a farmi la mia vita», spiega la ragazza riferendosi a quella notte del 27 maggio in cui fu portata in questura. «Caterina P. (la cubista che l’aveva ospitata nel suo appartamento, ndr) mi ha fatto portare in questura. Mi accusava di furto, io invece per tre mesi le avevo pagato affitto e bollette. Al quel punto e’ arrivata Michelle O. (la nuova convivente, ndr) e ha chiamato Nicole Minetti, che non conoscevo», ha aggiunto. «Appena la Minetti è arrivata tutto si è sbloccato. Una funzionaria ha detto che dovevano lasciarmi andare, che ero la nipote di Mubarak e sono andata via con Michelle e Nicole».

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Nell’intervista a Oggi, Ruby parla anche di quella volta in cui fu invitata, assieme ad altre ragazze, nella villa di Berlusconi ad Arcore. «Ci ha fatto vedere una statua di marmo con la sua faccia e il corpo di Superman», spiega. «Una volta dentro ci ha accolti lui. Mi ha detto che ero elegantissima e che ho le gambe lunghissime». Ruby, stando al racconto, non voluto dare troppa confidenza. «Io mi limitavo a dire grazie. Quella sera eravamo dieci ragazze. Erano tutte molto appariscenti, in rosso, verde smeraldo. E c’era Emilio Fede. Ero seduta accanto a Silvio. E vicino alla tenda c’era Apicella che suonava». Svelato anche il mistero del Bunga Bunga: «Ci siamo spostati in un salotto dove lui ci ha raccontato la barzelletta del Bunga Bunga, bevendo Sanbitter. Glieli portavo io. Poi volli andare via, ero a disagio perché tutte erano in confidenza con lui e io no. Prima però lui mi ha portata al piano di sopra nel suo ufficio. Sapeva dei miei problemi e voleva aiutarmi». E’ stato lì che le avrebbe dato una busta contenente 7mila euro, spiegando di non voler nulla in cambio e aggiungendo: «Non sono un uomo cattivo, non stare sulle tue».

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