RICETTE DI NATALE/ I consigli di Massobrio: la Cuccìa, i dolci occhi di Santa Lucia

La ricetta di Natale proposta oggi da PAOLO MASSOBRIO è un dolce tipico siciliano che ricorda gli occhi di Santa Lucia. Una curiosa leggenda viene raccontata intorno a questa ricetta

11.12.2010 - Paolo Massobrio
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Una ricetta tradizionale di questi giorni per i lettori de ilSussidiario.net, tratta dalla raccolta del nostro libro per la famiglia “Adesso, 365 giorni da vivere con gusto”. Il 13 dicembre si mangia la cuccìa, che è un dolce siciliano che evoca dei piccoli occhi, in omaggio a Santa Lucia, venerata in tutto il mondo. E’ un piatto povero, che desta tanta tenerezza. Anche l’amore e l’attenzione alle tradizioni ha un valore culturale incredibile, che alimenta la memoria nostra e dei nostri figli. Sul nostro libro Adesso abbiamo pensato alla tradizione non come a una cosa museale, ma come le cose che possono essere di attualità anche oggi. Se poi domani siete in Centro Italia venite a Fermo (nel centro si celebra Golosaria Piazzetta). Paolo Massobrio.

Cuccìa (Grano dolce di Santa Lucia)
Dessert

Sulla creazione di questa ricetta ci sono diverse leggende. Quella più diffusa narra che durante una carestia, improvvisamente nel porto di Siracusa apparvero alcune navi cariche di grano. Il popolo era così affamato che non attese di trasformare il grano in pane, ma lo fece semplicemente bollire previo ammollo e così il giorno di Santa Lucia poté cibarsene.
Per ringraziare la santa, ritenuta artefice del miracolo, ogni anno il popolo preparava il grano cotto che, col tempo, si è arricchito di ingredienti. Il grano cotto di Santa Lucia, preparato in quasi tutta la Sicilia, viene cucinato anche in Puglia, Basilicata e Calabria. In queste tre regioni, però, in genere viene dolcificato con vincotto di fichi e si sostituiscono i pinoli o le mandorle con noci e la zucca candita con chicchi di melograno.

Lavate il grano e mettetelo a bagno in acqua fredda per 48 ore (se utilizzate grano duro decorticato sono sufficienti 24 ore di ammollo), rinnovando l’acqua per 2-3 volte.
Il 12 dicembre scolatelo, mettetelo in una pentola, aggiungete 3 litri di acqua se il grano  è integrale (mondo) o 2 litri di acqua se è decorticato; unite un pizzico di sale e portate a
ebollizione.
Cuocete per circa 3 ore a fuoco basso nel primo caso e per circa un’ora e venti minuti nel secondo caso. Durante la cottura mescolate di tanto in tanto per evitare che il grano attacchi sul fondo della pentola.

A cottura ultimata i chicchi dovranno essere morbidi senza disfarsi. Scolatelo in un colapasta e lasciatelo intiepidire. Intanto, in una grossa ciotola, lavorate la ricotta con lo zucchero utilizzando una frusta. Tritate il cioccolato e tagliate la scorza d’arancia e 50g di zucca candita a piccoli cubetti. Unite il tutto alla ricotta, mescolate poi incorporate il grano cotto ormai freddo. Versate il grano preparato su un vassoio, livellatelo dandogli la forma di una cupola bassa e decoratelo con la restante zucca candita tagliata a striscioline. Fate riposare in frigorifero o in luogo fresco fino al giorno successivo (13 dicembre).
Varianti: a seconda delle zone, si aggiungono anche pinoli o mandorle e sostituire parte dello zucchero con miele di zagara o vincotto. Il grano durante la cottura può essere profumato con mezzo baccello di vaniglia.

Ingredienti per 4 persone:

• 300 g di grano duro
• 350 g di ricotta freschissima (meglio se di pecora)
• 5-6 cucchiai di zucchero semolato fine
• 50 g di scorza d’arancia
• 150 g di zucca candita
• 70 g di cioccolato fondente amaro
• 1 pizzico di cannella in polvere
• 1 pizzico di sale

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