WIKILEAKS VATICANO/ Gli Usa: La Santa Sede non consente ai suoi uomini di testimoniare

- La Redazione

Il Vaticano, secondo i cablogrammi pubblicati da Wikileaks, si sarebbe rifiutato di permettere ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi dei sacerdoti su minori in Irlanda

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WIKILEAKS VATICANO – Il Vaticano, secondo i cablogrammi pubblicati da Wikileaks, si sarebbe rifiutato di permettere ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi dei sacerdoti su minori in Irlanda. Non solo: il Vaticano si irritò quando fu convocato a Dublino da Roma a questo scopo. Lo rivelano i file di Wikileaks sul Vaticano pubblicati ieri dal Guardian e ripresi da Repubblica. La richiesta di presentarsi di fronte alla commissione Murphy «ha offeso molte persone in Vaticano. Pensano che l’Irlanda non abbia protetto e rispettato la sovranità vaticana durante l’inchiesta», dice un cablogramma uscito su Wikileaks. Il documento in questione è intitolato «Lo scandalo degli abusi sessuali mette a dura prova le relazioni fra l’Irlanda e il Vaticano, scuote la Chiesa irlandese e presenta sfide per la Santa Sede».

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WIKILEAKS VATICANO – Nei cablogrammi inviati a Washington dall’ambasciata americana in Vaticano, si legge inoltre che il Papa sarebbe il responsabile della crescente ostilità nei confronti dell’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Il Vaticano, è scritto, preferirebbe una relazione privilegiata piuttosto che un ingresso a pieno titolo. Ma, come dichiarato all’Agi, il Vaticano invita a considerare che l’attendibilità dei file di Wikileaks che riguardano «rapporti inviati al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America dall’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede». Per il Vaticano infatti «va valutata con riserva e con molta prudenza», tenendo conto, si osserva in una nota, della circostanza che «i rapporti pubblicati da Wikileaks riflettono le percezioni e le opinioni di coloro che li hanno redatti, e non possono essere considerati espressione dello stesso Vaticano né citazioni precise delle parole dei suoi Officiali».



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