COLLETTA/ 3. Così Nadine, 14 anni, islamica, mi ha insegnato cos’è la carità

- La Redazione

Un’insegnante racconta la storia di Nadine, la ragazza nordafricana, che per fare la colletta alimentare affronta 2 km in periferia, per non mancare alla proposta dei suoi amici

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Foto: Ansa
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9.400 tonnellate di cibo raccolto, 8.000 supermercati aderenti, 110.000 volontari coinvolti: sono i numeri della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si è svolta sabato 27 novembre. Ma oltre i dati, numerose testimonianze raccontano il significato di questo gesto di carità che genera novità e cambiamento. Come la storia di Nadine, ragazza musulmana che aderisce alla Colletta, anche a costo di farsi 2 km a piedi fino al supermercato.

Nadine è una ragazzina proveniente da un paese del Nord Africa, vive nella mia città. Ha quasi 14 anni ma frequenta la prima classe della secondaria di primo grado perché fa fatica nell’apprendimento della lingua italiana. Così, dopo essere stata inserita al suo arrivo in Italia in una classe di livello inferiore rispetto alla sua età, adesso sta ripetendo l’anno con compagni di quasi 3 anni più piccoli di lei. Da fine ottobre partecipa ad un gruppo di aiuto allo studio che l’associazione di volontariato per cui io lavoro ha realizzato in collaborazione con la nostra parrocchia grazie a finanziamenti pubblici e, soprattutto, grazie alla grande passione di educatori, mamme, amici che due pomeriggi alla settimana passano il tempo insieme ai ragazzi e, una volta al mese, organizzano un’uscita con cena per godere insieme delle bellezze del mondo. Piccole gocce nel grande campo assetato che è il bisogno di compagnia dei ragazzi adolescenti.

Insomma Nadine è arrivata da noi a fine ottobre di quest’anno pensando: “Ma che ci vado a fare, non conosco nessuno!”. Anzi la prima volta che l’aspettavo, il suo arrivo mi era stato preavvisato, non l’ho proprio vista. Poi è arrivata da noi: timidissima, occhi da cerbiatto, un sorriso appena accennato. Pian piano siamo diventate amiche.

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Per la Colletta Alimentare ho chiesto a tutti i ragazzi di venire a fare un turno insieme a noi educatori e volontari, ho letto loro le 10 righe spiegando chi e quante persone avrebbero aiutato e avrebbero fatto sentire meno sole. Considerate che circa la metà dei ragazzi sono stranieri e in prima persona soffrono per difficoltà economiche reali. Tutti si segnano per il turno. Ci salutiamo dandoci appuntamento al supermercato per le 17,00 del sabato.

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Tutti arrivano eccetto Nadine. Eppure era apparsa così entusiasta della proposta e mi aveva ripetuto più volte che sarebbe venuta! Io mi preoccupo e le penso di tutte, anche che, siccome lei e la sua famiglia sono di religione musulmana, possa esserle stato negato il permesso di venire. Dopo più di un’ora la vedo arrivare con passo deciso, quando mi vede mi dice come per scusarsi: “Sono venuta a piedi”. E si mette subito, insieme agli altri, a “lavorare”. Io la guardo, mi avvicino e le scaldo le mani infreddolite. Mi spiega: per un disguido non aveva trovato nessuno che potesse darle un passaggio fino al centro commerciale, così si era fatta 2 km a piedi, al buio, in una strada di periferia dove per un bel pezzo non c’è anima viva, da sola.

Mi racconta che aveva avuto paura e che ad ogni passo diceva “Mio Dio aiutami!” e si faceva coraggio pensando che i suoi amici, cioè noi, la stavamo aspettando e che non poteva mancare a quello che le avevo proposto! Mi commuovo mentre continuiamo a fare il Banco e mentre  ringrazio Dio, il mio e il suo, per averla fatta arrivare sana e salva. Dopo la chiusura del supermercato, ceniamo insieme con tutti i ragazzi che hanno fatto il turno con noi alla colletta, siamo più di 30.

Nadine ed altre ragazze sue amiche, sempre provenienti dall’Africa, partecipano per la prima volta ad un momento diverso dagli incontri settimanali di studio. Prima si sono date un sacco da fare per il Banco e ora apparecchiano con cura, mi lasciano una sedia accanto a loro, chiedono di servire al mio posto perché vogliono che invece io me ne stia tranquilla a mangiare. Nadine ha fatto anche preparare dalla madre la pizza per noi. Mi curano e sono attente a me più di quanto io sia capace di curare ed essere attenta a loro. E così, io veterana del Banco e di mille altri tipi di caritativa, capisco meglio che “il vero desiderio  che è nel cuore di ciascuno è essere amato”, e che “la Carità è il dono più grande che Dio ha fatto agli uomini perché è amore ricevuto e amore donato”.

Nei giorni immediatamente successivi alla colletta poi, soprattutto grazie al bisogno che abbiamo visto negli amici piccoli e grandi che abbiamo incontrato, fra noi adulti è nato il desiderio di far nascere il Banco di solidarietà anche nella nostra zona. Una signora che avevo invitato quasi causalmente per la prima volta a fare un turno, si è resa subito disponibile riconoscendo immediatamente la grandezza del gesto e facendocela così riconoscere ancora di più a tutti.

(Lettera Firmata)

Durante la XIV Giornata Nazionale della Colletta Alimentare sono state raccolte 9.400 tonnellate di cibo. Per aiutare la Fondazione Banco Alimentare Onlus a distribuirle puoi donare 2 euro inviando un sms al numero 45503 (rete mobile Tim, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce, AMobile) oppure 2 o 5 euro chiamando allo stesso numero da rete fissa (Telecom Italia, Fastweb e TeleTu).

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