COLLETTA/ 4. Una telefonata sconvolge i piani: cronaca di un sabato a Sesto S. Giovanni

- La Redazione

Quando la Colletta alimentare diventa un’occasione non scontata per condividere un gesto con quelli del paese, gli amici, il fratello, la moglie. Dire sì muove e genera unità

colletta_alimentare_scambio_sacchettoR400
La giornata della Colletta Alimentare (Ansa)
Pubblicità

Fino al 26 novembre sera alle ore 22.30 dovevo solo fare un turno al supermercato del mio amico e niente di più. Quando improvvisamente è squillato il telefono, non il mio ma quello di mia moglie perché per me la giornata era praticamente finita. Era un altro amico dal Banco che mi ha detto: “Ci puoi aiutare, abbiamo saputo adesso che in un supermercato il capo équipe non c’è e non ha organizzato niente. Puoi farlo tu? Ti aiutiamo”. Dopo aver capito che non si trattava di uno scherzo ho aderito alla proposta: non ho avuto un attimo di esitazione, anche se sapevo che di organizzato c’era veramente poco. Non ho esitato perché sapevo che chi mi faceva la proposta non mi voleva “fregare” e che avrei potuto contare sull’aiuto di tutti voi; è da un rapporto anche più stretto con alcuni di voi che ho potuto dire il mio sì.

Pubblicità

Appena terminata la telefonata non ho esitato un istante a chiamare mio fratello dicendogli: “Guarda, mi hanno chiamato ora, vieni con me!”. Ed è stato sconvolgente come lui oltre a dire di sì e stare tutto il tempo con me abbia coinvolto i suoi amici del Clu; così praticamente non siamo mai stati scoperti. Poi tutto è andato in maniera imprevedibile, sembrava che le cose si sistemassero da sole: il responsabile del punto vendita, nonostante non avesse visto nessuno fino alla mattina stessa del banco, aveva preparato tutto il bancale di prodotti e tanto di cartello; poi l’inaspettato servizio offerto dal comune di Sesto, comune assai ostico. In tutti questi anni non avevo mai fatto la colletta a Sesto (dove abito da sempre): è stato stupendo vedere la gente che conosco, le mamme dell’asilo che si fermavano: gli spieghi il gesto e questi ti dicono “Matteo, lo fai anche te!”. Come a dire, è una faccia nota a cui puoi dare credito.

Che mi sia capitato un fatto come questo, che mi ha riaperto la serata e spalancato alla giornata del sabato, non è un evento da trascurare visto il momento difficile della mia vita: la malattia di mia madre mi turba molto durante le giornate. Inaspettatamente però, nel fare la Colletta, ho avuto l’occasione di poter condividere con mio fratello, mia moglie e i nostri amici il gesto, e questo non aveva niente di scontato.
Nei giorni seguenti al banco ho messo a tema quello che mi è accaduto con mio fratello, di cui riporto alcuni passaggi.

Pubblicità

La cosa più commovente è stata l’unità con cui abbiamo detto entrambi di sì a questa provocazione della realtà: davanti a uno che ti dice alle undici della sera prima che un supermercato è scoperto si gioca veramente tutta la tua libertà. O resti attaccato alle tue idee, e vai a fare il turno secondo lo schema che ti eri prefissato, oppure segui il mistero e accetti questa provocazione della realtà. Quando questo è chiaro, uno non ci pensa due volte a chiamare le persone a cui vuole bene per invitarle a condividere questa grazia, perché è davvero una grazia dire di sì dentro questo dramma, e lo è ancora più pensare al nostro sì simultaneo, senza alcuna esitazione, e vedere anche come tanti amici abbiano accettato la proposta sconvolgendo così i loro "piani".

Una cosa che notavo durante la giornata è la quantità di “grazie” che abbiamo detto alla gente, entusiasti nel prendere la loro spesa e stupiti dalla loro generosità: erano grazie spontanei, talmente potenti che sembrava quasi che la spesa fosse per noi! La Colletta è stata una verifica della fede perché è stata un’altra occasione per andare più a fondo della Scuola di Comunità (lettura e scambio di esperienze basate su un libro di don Luigi Giussani ndr.). In particolare del pezzo in cui si parla del sacrificio come un qualcosa che te fai e che può influire sugli altri: era evidente che il sacrificio del sì e della fatica della giornata stavano costruendo un’opera più grande, molto più grande delle tonnellate di cibo raccolte. Ci stava cambiando e stava cambiando le persone intorno a noi.

Insomma quello che più ci è rimasto impresso è questo sì spontaneo di entrambi, identico al sì che abbiamo dato di fronte alla malattia della mamma e quindi identico al suo sì di ogni giorno. Pensavo fosse impossibile ma anche questo è il miracolo della colletta.

(Matteo e Lorenzo)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori