SCUOLA E INTEGRAZIONE / Cuffia “islamica” per non sentire la lezione di musica

- La Redazione

Padre obbliga la figlia a non ascoltare note “da infedeli” in una classe media di un istituto vicino a Firenze

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A scuola con la cuffia islamica per volere del padre marocchino di fede musulmana. Succede a Reggello, in provincia di Firenze, dove in una classe media di un istituto statale una studentessa di 15 anni da oltre un anno segue le lezioni di musica con i tappi alle orecchie.

Papà Omar giudica infatti “roba da infedeli” l’ascolto di Mozart, Bach e Beethoven. E così ha concordato con gli insegnanti questa formula originale per far comunque rimanere in classe la figlia durante l’ora di musica. Certo, la ragazzina non sente, ma impara comunque a leggere e scrivere le note su di un libro di teoria.

Prima dell’accordo, tra corpo docente e famiglia marocchina ci sono state frizioni mica da ridere. Quando c’erano le esercitazioni musicali, la ragazza non andava a scuola, spesso perdendo intere giornate di lezione. E a causa delle troppe assenze, la studentessa venne bocciata. La preside segnalò il caso al sindaco e ai carabinieri.

Scattò una denuncia, cui seguì un processo, che ancora oggi è in corso, nei confronti del padre, reo di aver obbligato la figlia a perdere diversi giorni di scuola. Nonostante la denuncia, i genitori non hanno cambiato idea: “Niente musica per nostra figlia. Altrimenti, niente scuola”. Così si arrivò alla soluzione attuale.

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“Mia figlia è felice di seguire le regole del Corano. La nostra religione ci obbliga a non studiare la musica, è scritto nei testi sacri. Non mi sento un fanatico, ma un fedele alle credenze musulmane. Credo di essere il primo in Italia ad aver sollevato questo problema, ma sono contento e lo rifarei”.

 

Parole di Omar R., papà della ragazza, uno dei rappresentanti della comunità islamica di Reggello. Il caso però ha suscitato critiche e perplessità in tutto il paese. “Rispettiamo le tradizioni religiose di tutti i nostri cittadini — ha commentato il vicesindaco e assessore all’istruzione Cristiano Benucci— ma ritengo che si debba fare tutto il possibile affinché ogni materia scolastica venga insegnata agli studenti”.

 

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La preside della scuola, Vilma Natali non è pentita della scelta degli insegnanti. "È stata trovata una soluzione condivisa, che accontenta sia gli insegnanti che i genitori. La vicenda non va enfatizzata”. In ogni caso, precisa la dirigente scolastica, “credo che la ragazzina, attraverso questo metodo educativo, non otterrà grandi risultati”.

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