VENERDI’ SANTO/ Che cos’è e perché i cristiani lo celebrano

- La Redazione

Il Venerdì Santo è un giorno molto importante, in quanto ricorda la crocifissione e la morte di Gesù Cristo, che precede la sua Resurrezione nel giorno di Pasqua

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VENERDI’ SANTO – Oggi la Chiesa ricorda la morte di Cristo – Oggi è Venerdì Santo, il venerdì che precede la Pasqua, che, per i cristiani, celebra la Resurrezione di Gesù Cristo. Il Venerdì Santo è un giorno molto importante, in quanto ricorda la crocifissione e la morte del figlio di Dio dopo quella che viene chiamata Passione di Cristo: arresto, flagellazione, processo e crocifissione. Il Venerdì costituisce quindi una tappa importante della Settimana Santa.

La data del Venerdì Santo è quindi collegata con quella della Pasqua, nella Chiesa cattolica e nella Chiesa ortodossa, cade in giorni diversi. In certe Nazioni, come la Germania e la Svizzera (ad eccezione del Ticino e Vallese) questo giorno è considerato festivo.

I fedeli sono anche invitati al digiuno, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata. Questo si compie in segno di penitenza per i peccati che Gesù viene a espiare con la sua morte. Durante il Venerdì Santo inoltre non si celebra l’Eucaristia.

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Molto importante, in questo giorno, è la croce di Cristo. La croce non è un semplice strumento di tortura, ma è segno dell’amore che Dio nutre verso di noi. Con la croce Dio riporta la vita vera nel mondo, con la croce Dio insegna all’ uomo ad amare. I cristiani in questo giorno sono invitati ad adorare la croce di Cristo e a non a rassegnarsi dinanzi le croci di ogni giorno. Anche per questo si celebra la Via Crucis.

Infine nel Venerdì Santo le campane non suonano in segno di lutto. Esse suonano per l’ultima volta la sera del giovedì santo, per poi tornare a suonare a festa durante la Veglia Pasquale, come segno dell’annuncio della resurrezione di Cristo. C’è però l’eccezione del rito ambrosiano, nel quale le campane suonano sino all’annuncio della morte del Signore (alle ore 15:00) per tacere fino alla veglia pasquale.

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