VALDOBBIADENE/La città trevigiana già capitale del prosecco, inaugura il ristorante “didattico” vicino alla vecchia Torre

- La Redazione

Sulla piazza centrale di Valdobbiadene sorge il ristorante “didattico”  Alla Torre che omaggia la cucina trevigiana. Il racconto di CATERINA GATTI    

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Il prosecco e la cucina trevigiana del ristorante didattico "ALLA TORRE"

Tra la piazza centrale di Valdobbiadene, e la vecchia Torre oggi campanile, nella suggestiva atmosfera di un tempo passato, sorge il ristorante didattico che rende omaggio al prosecco e alla cucina trevigiana di alta qualità.

L’arrivo a Valdobbiadene è certamente suggestivo. L’entrata nel ristorante “Alla torre” invece è qualcosa di più: emozionante. La cittadina trevigiana, capitale del  prosecco,  è stata la sede di un evento importante nell’ottica della valorizzazione e sviluppo  delle tradizioni locali e della loro promozione: la presentazione alla stampa del ristorante didattico “Alla torre”, gestito dagli alunni della Scuola di Ristorazione “DIEFFE”.

Chi arriva alla Torre il primo impatto ce l’ha con la scalinata che porta all’entrata del maestoso edificio, dalle cui pareti trasuda un ‘non so che’ di passato nobile. Ma la cosa che più colpisce, in questa giornata inaugurale, sono i ragazzi del ristorante. Alcuni, con aria rilassata stanno tra loro sotto il portico in disparte; altri in perfetta tenuta da cucina entrano ed escono con aria indaffarata.

Quelli che hanno l’aspetto di camerieri sono i più eccitati: corrono con i vassoi pieni di bicchieri, rallentano per cercare un’occhiata di approvazione, si fermano a darsi una sistemata e via, dentro la porta su per le scale a chiedere alla prof, “ma nella mise en place, il secondo coltello come si deve presentare..”. Nel giorno dell’inaugurazione del ristorante didattico sono loro i protagonisti indiscussi, registi e attori allo stesso tempo.

 

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"Fare lezione qui è un’opportunità perché questo posto è già un ristorante, e quindi noi possiamo già fare ciò per cui stiamo studiando”. Francesco, secondo anno, vestito da cuoco, ci mostra gli ambienti  di lavoro, dalla sala alla cucina. In questo luogo vige un paradosso, viene subito da pensare: l’albergo che mostra i segni di qualcosa di “ormai non più” è chiuso nel suo passato; ma al suo interno si vedono vivi i segni di attività nuova, ragazzini vestiti da cuochi e camerieri tutti in agitazione che tendono al futuro con le loro speranze e i loro sogni professionali.

 

Il fatto è che chi lavora “Alla torre”, non è in un contesto sterile. Gli obiettivi dei ragazzi si integrano perfettamente con le tradizioni locali e i bisogni dei produttori della zona, che qui all’inaugurazione del ristorante-didattico hanno portato gli stand delle migliori produzioni.

Per questo la scuola ha cercato da subito di creare legami a livello di collaborazione e formazione con le piccole aziende, come racconta il proprietario dello stand del miele: “ Non conoscevo questa realtà. In 3 giorni li ho scoperti ed è già viva la possibilità di farli venire nelle nostre aziende. Il fatto è che sono presi dal concetto giusto. Sporcarsi le mani". Di certo l’entusiasmo con il quale spiega ai ragazzi la tecnica di produzione  è la testimonianza che il “terreno di semina” è fertile.

 

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“Il decadimento  della struttura avvenne dopo un investimento fatto 10 anni fa per rinnovare gli infissi, poi la trasformazione in pizzeria e la chiusura. Ora è diventato un’altra cosa: un’opera che serve per rendere i ragazzi immagine di Valdobbiadene e contemporaneamente per aprirli al mondo, all’estero”, racconta Alvio, genero Gemin, famiglia di produttori di prosecco della tradizione Bortolomiol.

Sua la scelta della cessione dell’edificio che gli apparteneva, e sua la voce che se n’è andata nel parlare con troppo entusiasmo nel raccontare ciò che vede accadere attorno a sé. “Già oggi imparano a portare il prodotto, e da come lo fanno si vede che hanno imparato di più confrontandosi con il vero lavoro che stando in aula. È il contatto umano ciò che devono imparare. Per questo è fondamentale che si abbinino allo studio manifestazioni e contatto con il pubblico: è la politica del direttore.”

Sì, perché senza l’intuizione avuta dal direttore, Alberto Raffaelli, oggi questa realtà non sarebbe nata. “Era l’8 gennaio, ed io avevo avuto una mattinata pessima”, racconta, “Venni a pranzo al ristorante Alla Torre e mi dissero che avrebbero chiuso nel giro di pochi giorni. Telefonai ad Alvio, il proprietario. La sera avevo già in mano le planimetrie della struttura.”

L’inaugurazione del ristorante didattico è il segno che tramite realtà come questa si può far rinascere una tradizione locale che per fatti fortuiti va a morire ed allo stesso tempo progettare il futuro. Fatto questo che, in località come Valdobbiadene, non è da poco. E si ha la sensazione che la scommessa fatta da Raffaelli ed Alvio sia già stata vinta.

(Caterina Gatti)

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