VIA CRUCIS/ La grazia di un evento sempre nuovo cambia New York City

- La Redazione

Ogni anno è uguale, eppure è sempre diverso sul ponte di Brooklyn, al passare della Via Crucis di New York City organizzata da Cl. Alcuni si fermano e aspettano, altri non possono che seguire un evento di grazia

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Via Crucis a New York nel 2010 (immagine d'archivio)

Ogni anno è uguale. Si comincia a camminare sul Ponte di Brooklyn, mentre auto e pedoni si fermano stupiti a vedere migliaia di persone che attraversano il ponte in silenzio e pregando. Ogni anno, alcuni di questi spettatori si uniscono alla processione, ma la maggior parte continua solo a guardare. Lo spettacolo del silenzio attira gli spettatori e, come i personaggi di un racconto di Flannery O’Connor, diventano anche loro involontari testimoni della Grazia.

«Cosa stanno facendo?», dice uno. «Chi sono questi qui?», chiede un altro. E un altro, in bicicletta con un’espressione di dispiacere sulla faccia, aspetta che passiamo e non dice nulla. Noi passiamo e lui se ne va.

Ogni anno è uguale. La Via Crucis a New York City e in altre città in tutti gli Stati Uniti ha avuto la benedizione del Papa e il Cardinale Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, si unisce a noi nel nostro cammino di preghiera. Ogni anno, ci viene ricordato lo scandalo della Croce.

Ogni anno è diverso. Incontriamo nuove persone; incontriamo di nuovo Cristo. Parole vecchie diventano attuali, mentre ascoltiamo il racconto evangelico della Passione, le parole di Mons. Giussani e i brani da opere di Charles Péguy e Paul Claudel. I nostri cuori si riempiono di vita di fronte alla silenziosa testimonianza di Cristo alla città rumorosa.

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«La speranza è la certezza nel futuro fondata su qualcosa di reale che già esiste nel presente» ha detto Padre Richard Veras della Arcidiocesi di New York, citando Monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. «Ciò che è avvenuto quel giorno, sulla Via Dolorosa, sulla Via della Croce – ha continuato Padre Veras, parlando alle migliaia di persone raccolte attorno alla semplice croce di legno portata da John Bartlett, pompiere di New York – è la promessa che la violenza e la morte non possono porre fine all’amore e alla vita». Queste parole sono risuonate vere per noi oggi, mentre fissavamo il luogo in cui sorgeva il World Trade Center, oggetto dell’attacco dell’11 settembre 2001. Ancora una volta ci veniva ricordato che l’amore vince tutto. Ancora una volta, quelle parole diventavano vere.

 

Ogni anno è diverso. La memoria che i nostri cuori implorano da Cristo e che Cristo implora dai nostri cuori è nuova, sia per chi per la prima volta si ritrova tra i quasi 4mila che partecipano a questa Via Crucis, sia per chi era nel primo gruppetto di aderenti a Comunione e Liberazione che la iniziarono nel 1996. Mary Ann Gensler di Southold, New York, faceva parte di quel gruppo e continua a partecipare anche oggi alla vita del movimento. «Non posso fare a meno oggi di meditare sulla misericordia che Cristo ha per me» dice. «La Via Crucis rende piena la mia Pasqua, perché mi riporta all’intero significato: quando percorriamo la Via Dolorosa ci viene ricordato che Cristo cammina in mezzo a noi. Che la crocifissione è stata un evento reale; che noi viviamo nella Resurrezione».

 

Ogni anno è uguale. I vecchi amici si ritrovano e si scambiano notizie. L’intervista con Mary Ann è stata interrotta da un’altra nostra amica, Maura Kate Costello, con altre buone notizie. Questo è la Passione di Cristo e la Sua Presenza nelle strade di New York ogni Venerdì Santo: l’unirsi nell’amore con tutti quelli che testimoniano la Sua speranza per noi. E noi Lo incontriamo in vecchi amici e nuovi sconosciuti lungo il cammino.

 

 (Kim Luisi)

 

 

 

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