VITA ARTIFICIALE/ Bagnasco: l’intelligenza umana non è mai senza responsabilità

- La Redazione

Il Presidente della Cei ha rilasciato questa mattina una breve dichiarazione sulla creazione in laboratorio della prima cellula artificiale

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VITA ARTIFICIALE – LE DICHIARAZIONI DEL CARD. BAGNASCO: Il Cardinale Angelo Bagnasco, questa mattina, prima di visitare la Sindone con i pellegrini della Diocesi di Genova, ha rilasciato una breve dichiarazione sulla creazione in laboratorio della prima cellula artificiale. «È un ulteriore segno della grande intelligenza dell’uomo», avrebbe detto secondo quanto riporta Il Corriere.

Il Cardinale ha poi spiegato di aver appreso la notizia dai giornali e si è riservato ulteriori approfondimenti: «se le cose stanno così questo è un ulteriore segno dell’intelligenza, dono di Dio per conoscere meglio il creato e poterlo meglio ordinare, ulteriormente ordinare. D’altra parte, l’intelligenza non è mai senza responsabilità, quindi ogni forma di intelligenza e ogni acquisizione scientifica vale in sè deve sempre essere commisurata alla dimensione etica, che ha al cuore la dignità vera di ogni persona nella prospettiva del creato».

Anche il teologo e arcivescovo di Chieti mons. Forte ha voluto commentare la notizia ponendo una domanda sulla scoperta di Craig Venter: «Ciò che sarà scientificamente possibile sarà anche eticamente giusto?. Con buona pace di chi pensa che l’atteggiamento di fondo della Chiesa sia pregiudizialmente negativo, è invece di attenzione e simpatia. La prima cosa è l’ammirazione per le capacità dell’intelligenza umana».

 

Dal prelato poi una precisazione di termini: «La creazione è ciò che avviene dal nulla. E l’uomo questo non lo fa: parte sempre da qualcosa che c’è».

Don Roberto Colombo, uno dei massimi esperti di genetica della Chiesa ha parlato di "spaventose conseguenze" che potrebbe avere questa scoperta. 

«Non bisogna farci nessuna illusione – dice il Prodessore -, quanto alla capacità dei ricercatori di applicare facilmente e a breve questa tecnologia di sintesi delle cellule alle specie animali e all’uomo. Da un punto di vista antropologico ed etico, queste ricerche ci mettono davanti il potere, sempre crescente, addirittura smisurato, delle biotecnologie sul mondo vivente, potere che può essere utilizzato per progredire nelle conoscenze scientifiche a beneficio dell’uomo e a tutela del creato, ma anche indirizzate a tentativi arroganti e preoccupanti di asservire la vita a progetti di dominio incontrastato dell’uomo sull’uomo, di manipolazione e selezione della vita umana e di modificazione arbitraria di quella animale e vegetale».

«Il "caso serio" è quello che l’uomo assurga a padrone incontrastato della vita propria e di quella altrui, senza responsabilità e limiti. Se così fosse, anche i recenti risultati sulla sintesi di una cellula procariote possono spalancare le porte a una concezione e di una prassi tecnologica autodistruggente, di cui le generazioni future potrebbero vedere le spaventose conseguenze».

Anche Mons. Domenico Mogavero, presidente del consiglio Cei per gli Affari giuridici, ha voluto sottolineare i pericoli e gli scenari che potrebbero aprirsi: «L’incubo da scongiurare è la manipolazione della vita, l’eugenetica. La conoscenza sulle origini della vita è troppo importante per essere inficiata dalla fretta. E chi fa scienza non dovrebbe mai dimenticare che esiste un solo creatore: Dio. La prospettiva angosciante di un mondo post-umano deve obbligarci a uno stop immediato all’anarchia della scienza».

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