ELISABETTA GREGORACCI/ Il sequestro dello yacht: “E’ stato un trauma per me e il bambino”. Briatore: “Chi ha sbagliato pagherà”

- La Redazione

Elisabetta Gregoracci è rimasta sconvolta per il sequestro dello Yacht del marito Flavio Briatore, accusato di evasione fiscale e contrabbando

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ELISABETTA GREGORACCI E’ SCONVOLTA PER IL SEQUESTRO DELLO YACHT DI BRIATORE – Elisabetta Gregoracci è rimasta sconvolta per il sequestro dello Yacht del marito Flavio Briatore, accusato di evasione fiscale e contrabbando. Elisabetta Gregoracci non si dà pace. Il sequestro è avvenuto, infatti, mentre la Gregoracci si trovava sullo yacht lo shock subito ha generato in lei anche alcune ripercussioni fisiche.

E’ rimasta sconvolta Elisabetta Gregoraci per il sequestro dello yacht del marito Flavio Briatore, accusato di evasione fiscale per quattro milioni di euro sull’imbarcazione più le accise sul carburante per altri 800 mila euro. Perché lei si trovava sullo Yacht assieme al figlio Falco Nathan quando è stato sequestrato. Mentre i gommoni della Guardia di Finanza stavano circondando l’imbarcazione a sirene spianate «cosa sta succedendo?», racconta di aver pensato Elisabetta Gregoracci, raggiunta dal Corriere della Sera. «Poi almeno quindici persone in divisa – continua – sono salite a bordo e mi hanno detto che la barca era sotto sequestro. State scherzando? faccio io. E loro: “No, deve scendere”. Insisto: “Volete dirmi che cosa sta succedendo?”». Ad certo punto, un militare delle Fiamme Gialle le risponde: «Io forse glielo spiego, ma lei non capirà». La Gregoracci si sente venir meno: «Mi sono messa a piangere, che altro potevo fare? Ho preso al volo due cose per Falco Nathan e sono scesa giù come mi chiedevano di fare. Ho dovuto lasciare la culla, il fasciatoio, le medicine, i prodotti speciali per la pulizia del piccolo. Tutto, insomma. È stato un trauma per me e per il bambino».

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Lo shock subito dalla Gregoracci pare sia andato ben al di là dello spavento: «Ho perso il mio latte – ha raccontato Elisabettta -, ecco cosa è successo. E mio figlio si è dovuto abituare in fretta e furia a quello artificiale, il pediatra me ne ha suggerito uno molto buono, pare il migliore, però nessun latte artificiale sarà mai come quello della mamma». Di tutta la vicenda, ciò che ha lasciato maggiormente sorpresa Elisabetta è stato l’atteggiamento dei militari. «Mica stavamo scappando. Lo yacht era già diretto verso il porto. Non potevano lasciarmi due giorni di tempo per portare fuori tutte le nostre cose?». Ancora più dura la chiosa del marito: «Quello che è successo è successo e basta. Vediamo come si evolverà il processo. Chi ha sbagliato pagherà».

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