SERIAL KILLER / Criminologo inglese confessa: “Sono il cannibale della balestra”

- La Redazione

Stephen Griffiths, 40 anni, studente inglese di criminologia, è stato arrestato con l’accusa di essere il serial killer delle prostitute di Bradford, al centro del triangolo dove 30 anni fa regnava il terrore per lo spietato Squartatore dello Yorkshire, Peter Sutcliffe.

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Stephen Griffiths

Stephen Griffiths, 40 anni, studente inglese di criminologia, è stato arrestato con l’accusa di essere il serial killer delle prostitute di Bradford, al centro del triangolo dove 30 anni fa regnava il terrore per lo spietato Squartatore dello Yorkshire, Peter Sutcliffe. Ai magistrati che gli chiedevano come si chiamasse, Griffiths ha dato una risposta agghiacciante: «Sono il cannibale della balestra». A consentire la cattura del pluriomicida sono state le telecamere a circuito chiuso. E’ quanto si è scoperto oggi, apprendendo che la polizia sta analizzando il filmato dopo che i resti di Suzanne Blamires, 36 anni, sono stati ritrovati nella corrente di un fiume a Bradford, in Inghilterra.

PETER LO SQUARTATORE – Stephen Griffiths, 40 anni, è in stato di fermo ed è sospettato dell’omicidio. Gli investigatori stanno anche indagando sulla scomparsa di Shelley Armitage, 31 anni, scomparsa un mese fa, e di Susan Rushworth, 43 anni, di cui si sono perse le tracce da quasi un anno. Tutte e tre erano amiche e lavoravano nel quartiere a luci rosse di Bradford, al centro del triangolo maledetto dove 30 anni fa Peter Sutcliffe, noto come lo Squartatore dello Yorkshire, imponeva il suo regno del terrore. Ma sempre nella stessa area sono stati provati anche gli assassini di altre tre donne, che risalgono a 20 anni fa. Griffith è stato fermato lunedì dalla polizia.

 

SENZA EMOZIONI – Come riportato dal quotidiano inglese «Daily Mail», alcuni testimoni affermano di averlo visto trascinare fuori e fatto sdraiare a faccia in giù sulla strada comunale sotto la minaccia delle armi. Un vicino ha dichiarato al Daily Mail: «Mentre lo portavano via aveva la sua solita espressione vuota e fredda sul volto. Non c’erano segni di sorpresa, shock o emozione». L’autista 40enne di furgoni si è difeso dicendo che stava prendendo il PhD in criminologia. Ma non è forse un caso che i vicini lo avessero soprannominato «lo Strano». L’inchiesta ha preso una svolta drammatica giovedì, quando un dipendente pubblico ha trovato resti umani a galla nel fiume Aire.

 

FATTE A PEZZI – E la polizia scientifica ha più tardi trovato un «numero di parti di corpo di una donna single». Si ritiene che la testa della donna sia stata trovata all’interno di uno zaino sulla riva del fiume. L’area è stata chiusa e la polizia ha ora trovato quasi un cadavere intero sulla scena del delitto. La polizia ha confermato oggi che il cadavere era della Blamires. A meno di 24 ore dal ritrovamento del cadavere, l’assistente capo della polizia, Jawaid Akhtar, del comando del West Yorkshire, ha annunciato che il sospettato è stato interrogato sugli omicidi delle tre donne: «L’inchiesta sui delitti rimane aperta e il 40enne è sotto arresto in stato di custodia. E’ stato interrogato con il sospetto dell’omicidio di Suzanne Blamires, Shelley Armitage e Susan Rushworth».

 

 

DELIRIO OMICIDA – E ha aggiunto Akhtar: «Questa è un’inchiesta molto approfondita e scrupolosa su tre persone scomparse che lavoravano come prostitute, con tutte le necessarie risorse e conoscenze dedicate a risolvere il caso». Come rivela il quotidiano inglese The Guardian, Griffiths ha detto ai magistrati di chiamarsi il «cannibale della balestra». Quando durante un interrogatorio durato cinque minuti davanti ai magistrati gli è stato chiesto quale fosse il suo nome, ha risposto: «Sono il cannibale della balestra». Il cancelliere del tribunale gli ha quindi chiesto dove abitasse, e lui ha risposto: «Qui, scommetto».

 

LE RICERCHE – Gli è stato quindi chiesto di confermare la sua data di nascita, 24 dicembre 1969, e lui ha risposto: «Sì». Griffiths, che era con la barba lunga e corti capelli neri, era ammanettato nella zona circondata da un vetro e ad accompagnarlo c’erano tre guardie del carcere. Indossava una camicia nera sopra una maglietta bianca e blue jeans scuri. Per tutta l’udienza ha tenuto la testa china, agitando e strofinandosi continuamente le mani. Proseguono nel frattempo le ricerche nella zona, con i cani della polizia che hanno annusato un ampio numero di luoghi, mentre gli investigatori sono stati visti mentre portavano via un ampio numero di oggetti in borse di plastica.

(Pietro Vernizzi)

 

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