NAVI DEI VELENI/ La mappa delle imbarcazioni affondate nel Mediterraneo

- La Redazione

Navi che trasportavano rifiuti tossici o petrolio, affondate nel mar Mediterraneo. Una mappa ne traccia località e documentazione

navideiveleni_R375

Il petrolio nel Mediterraneo. Non solo Louisiana. La marea nera è un pericolo costante e abituale dei nostri ,ari. Una mappa traccia tutti i punto del Mediterraneo dove si sono verificati incidenti con navi che trasportavano petrolio o rifiuti tossici, dal 1979 ad oggi, ed è un numero altissimo. La mappa è stata studiata e preparata da un web designer e da un giornalista, David Boardman e Paolo Gerbaudo.

Così spiegano la genesi del progetto i due responsabili: “Il progetto si nutre di una ricerca di due mesi sull’archivio degli incidenti navali dei Lloyd’s di Londra. Si tratta dell’unico archivio al mondo che registra tutti gli incidenti navali avvenuti in giro per il mondo. Abbiamo dovuto riportare da analogico a digitale i dati di decine e decine di schede di incidenti. È stata un’esperienza interessante che dimostra che a dispetto delle possibilità offerte da Google, tante informazioni continuino ad essere difficilmente accessibili”. Le conseguenze di questo studio dimostrano che la maggior parte degli incidenti è di natura dolosa:in questo modo vengono eliminati rifiuti tossici senza le spese legali di smaltimento.

Il sito dove si trova la mappa si chiama http://infondoalmar.info: cliccando su ogni nave affondata, si apre una finestra con una descrizione dell’accaduto. E’ anche possibile aggiungere commenti. "Non ci aspettavamo che la mappa mostrasse una tale quantità di incidenti", ammette Gerbaudo, "anche se alcune ricerche indipendenti come quella condotta da Legambiente avevano già denunciato la dimensione di questo disastro ambientale. Però è stato solo mettendo questi diversi incidenti assieme su una mappa che era possibile comunicare in maniera comprensibile che non si trattava solo di uno o due casi, come quelli della Rosso o della Cunski che hanno fatto tanto clamore sui media, ma di un vero e proprio sistema di dimensioni industriali per lo smaltimento illegale di rifiuti. Purtroppo il nostro progetto mostra quanto il mare sia terra di nessuno, uno spazio in cui si commettono le peggiori nefandezze a fronte di una mancanza di controlli e la quasi certezza di farla franca."

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori