CRISI/ Bagnasco: c’è ancora tanta disoccupazione. La politica adotti il criterio dell’equità economica

- La Redazione

Il cardinal Angelo Bagnasco si è detto preoccupato per gli effetti della crisi, e per l’elevata disoccupazione che non accenna a diminuire

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Angelo Bagnasco

Il cardinal Angelo Bagnasco si è detto preoccupato per gli effetti della crisi, e per l’elevata disoccupazione che non accenna a diminuire. Il cardinal Bagnasco, in un’intervista concessa all’Osservatore Romano ha fornito alcune indicazioni di metodo da tenere a mente nell’adottare le misure contro la crisi.

Il presidente della Cei e vescovo di Genova, il cardinal Angelo Bagnasco, in un’intervista concessa all’Osservatore Romano, esprime le sue perplessità e fornisce alcune indicazioni riguardo alla misure adottate dalla politica per fronteggiare la crisi. «Credo – ha detto Bagnasco – che il criterio dell’equità economica sia quello da seguire, dovendo ciascuno dare in rapporto alle proprie capacità». Secondo il capo dei Vescovi italiani «sta poi a chi ha la responsabilità politica affrontare in concreto la situazione, declinando l’equità economica dentro a una cornice di libertà politica e di coesione sociale». E’ solamente seguendo questo metodo che i tre valori in gioco «la libertà politica, la giustizia economica, la coesione sociale» continua il cardinale «si salvaguardano insieme».


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Bagnasco, in ogni caso, è preoccupato, e non vede particolari sintomi di cambiamento in positivo. «Per quel che vedo con i miei occhi – ha infatti dichiarato – c’è ancora molta disoccupazione. E non scorgo concreti e sicuri segnali di inversione di tendenza, anche in grandi realtà industriali della mia Genova». In particolare, «serpeggiano tra la gente preoccupazioni serie e pungenti. Non mi riferisco ovviamente a un discorso di macroeconomia per il quale non ho le competenze». In particolare, afferma il porporato, «constato che se gli strateghi possono rassicurare sul medio periodo, ritenendo che la strada giusta sia stata imboccata, come vescovo vedo molta gente senza lavoro». Il che, lo rende «turbato da tanta sofferenza e insicurezza su come arrivare alla fine del mese». Bagnasco ammette che «un certo assestamento c’è stato», ma è stato merito dell’«adattamento delle famiglie che hanno impiegato meglio le risorse ed evitato gli sprechi».

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