COSENZA/ Il reparto è chiuso e manca l’ambulanza. Muore una neonata

- La Redazione

Mancava l’ambulanza, e una bambina nata settimina è morta poco dopo il parto cesareo effettuato in seguito al distacco della placenta

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Foto d'archivio

Mancava l’ambulanza, e una bambina nata settimina è morta poco dopo il parto cesareo effettuato in seguito al distacco della placenta

Una bambina nata settimina è morta poco dopo il parto cesareo effettuato in seguito al distacco della placenta a causa del mancato arrivo di un’ambulanza. La mamma, la mattina del 13 luglio, si era sentita male. La guardia medica le aveva fatto un’iniezione di antidolorifico. In seguito, il marito e il cognata l’avevo accompagnata al vicino ospedale di Trebisacce, a Cosenza. Il reparto di ostetricia e ginecologia, tuttavia, era chiuso e le era stato consigliato il trasferimento presso il vicino ospedale di Rossano. L’ambulanza, tuttavia, era già impegnata in un altro soccorso e la donna era stata nuovamente trasportata dal marito e dal cognato. «A Rossano – ha dichiarato quest’ultimo – i medici hanno diagnosticato il distacco della placenta e ci hanno posto davanti ad una scelta: trasferire mia cognata a Cosenza e farla partorire lì, con rischi per la sua stessa vita, o operarla subito a Rossano salvandole la vita e sperando per quella della bambina. E così abbiamo deciso, facendola operare a Rossano».

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La procura di Rossano sta indagando. Intanto, i genitori ed i familiari della bimba non hanno sporto alcuna denuncia. «E chi avrei dovuto denunciare?», ha dichiarato il cognato della donna che lavora nell’ospedale di Trebisacce. «Sia a Trebisacce che a Rossano il personale non ha sbagliato. Anzi, a Rossano sono stati encomiabili. Hanno subito capito quale era il problema e sono intervenuti con tempestività. Il problema è il tempo che si è perso per andare da Amendolara a Trebisacce e poi da qui a Rossano», ha aggiunto. «I nostri politici – ha concluso – devono prendere una decisione. O l’ospedale di Trebisacce torna a funzionare o la chiudono del tutto. Forse, se fosse stato chiuso, la figlia di mia cognata adesso sarebbe viva».

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