ER CALIPPO E ‘NA BIRA/ Le ragazze di Ostia sono Romina Olivi e Debora Russo. “Ci diverte il successo. Ma non siamo coatte”

- La Redazione

Le due ragazze di “Er calippo e ‘na birra”, hanno finalmente un nome. Si chiamano Romina Olivi e Debora Russo e raccontano di essere divertite dall’improvviso successo.

ERCALIPPOENABIRAr375

Le due ragazze di “Er calippo e ‘na birra”, hanno finalmente un nome. Si chiamano Romina Olivi e Debora Russo e raccontano di essere divertite dall’improvviso successo.

Hanno un nome, finalmente, oltre che un volto, un accento coatto e più di un milione di  fan che hanno visto il loro video su yuotube. Le ragazze di Ostia, come venivano fino ad ora chiamate le du sconosciute di ‘na bira e un Calippo si chiamano Romina Olivi e Debora Russo. La prima ha 17 anni e frequenta un iistituto turistito. La seconda ne ha 15 e, a fatica, è arrivata alla terza media. «E’ stato un gioco. C’andava di parlare così. Che male c’è?», raccontano le due intervistate da Il Messaggero. «Io so’ di Santa Maria delle Mole, vicino Ciampino. C’hai presente?», spiega Romina mentre è di Villanova. «Carcola che è molto più lontano», dice. Le due sono decisamente contente della notorietà raggiunta in così poco tempo grazie a Youtube. «Mi piace ’sta storia. Grazie a voi giornalisti siamo diventate un po’ famose. Avete reso felice mia madre. Noi non abbiamo fatto niente, abbiamo solo giocato», afferma  Romina che, su un punto non transige: «Io so parlare un perfetto italiano se voglio. Ma quando sono in compagnia dei miei amici mi piace parlare romanaccio, scherzare. E davanti a quella telecamera ho voluto apparire così, come sono con i miei amici».

Leggi anche: ER CALIPPO E ‘NA BIRA/ Carlo Verdone: Le due ragazze di Ostia mi fanno tenerezza. Sono espressione di un mondo

Leggi anche: TERREMOTO LAZIO/ Scossa di 2 gradi in provincia di Rieti

Le due, come tutti i coatti quando si fa notare loro di essere coatti, negano: «c’arimbalza Io non so’ coatta», dice Debora. «Le coatte sono malandrine, sono quelle pronte a litigare che ti mettono le mani addosso. Io sono una ragazza semplice», spiega. «E’ vero a scuola vado male (non me piace manco educazione fisica) e parlo in romanaccio. Ma che male c’è? Ma perché le milanesi, le venete e le napoletane come parlano? Adesso stanno tutti a fare gli ipocriti. Io e Romina avevamo solo voglia di giocare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori