BEPPE GRILLO/ “Odio la sinistra”: il provocatorio inno contro la sinistra del comico genovese

- La Redazione

Beppe Grillo, sul proprio Blog pubblica una sorta di vademecum in cui spiega perché disprezza la sinistra del titolo molto eloquente: «Odio la sinistra»

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Beppe Grillo, sul proprio Blog pubblica una sorta di vademecum in cui spiega perché disprezza la sinistra del titolo molto eloquente: «Odio la sinistra».

Per spazzare via ogni dubbio e confermare che non è di sinistra o, almeno, organico a questa sinistra, Beppe Grillo, o chi per lui – visto che quanto compare sul suo blog è di certo in linea con quanto pensa Grillo – scrive una specie di poesia, una canzone, una specie di vademecum molto eloquente (si intitola Odio la sinistra) in cui elenca una serie di motivi per cui la sinistra è da disprezzare. Tra le altre cose, ciò che Grillo non perdona alla sinistra, il «volere sempre impartire lezioni», l’aver «trasformato l’opposizione un una caricatura», l’elogiare «Tronchetti e Marchionne» e il nutrirsi di «berlusconismo e antiberlusconismo per sopravvivere»

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Odio la Sinistra,
odio la Sinistra dei cantori del nulla ideologico,
dei moralisti, degli intellettuali, dei filosofi
impegnata sempre a impartire lezioni.
Odio la Sinistra delle trattative sotto il tavolo,
degli inciuci, dei silenzi, delle votazioni in aula per l’indulto
e dell’assenza dall’aula per lo Scudo Fiscale.
Odio la Sinistra che ha trasformato l’opposizione in una caricatura,
la Sinistra autoreferenziale che non tollera nessuno alla sua sinistra e dialoga con mafiosi e piduisti.
Odio le ottusità e le furbizie della Sinistra, il distacco dagli operai, dai precari,
l’altezzosità dei suoi giornalisti maestri del pensiero unico.
Odio la Sinistra che ha dimenticato gli operai, i precari, i disoccupati,
la Sinistra dei sindacati scomparsi, quella degli inceneritori, dell’acqua privata,
del nucleare sicuro e dei parlamentari che maturano la pensione dopo due anni e mezzo.
Odio la Sinistra dei tesorieri di partito che incassa centinaia di milioni di rimborsi elettorali
e che organizza feste di partito tutto l’anno.
Odio la Sinistra che non è più comunista, né socialista e neppure socialdemocratica,
la Sinistra che candida De Luca in Campania e Carra in Parlamento e che elogia Tronchetti e Marchionne.
Odio la Sinistra che attacca in pubblico Berlusconi e che gli ha regalato televisioni,
ricchezza, impunità e che non ha mai fatto una legge sul conflitto di interessi,
la Sinistra che fa 10 domande su Noemi e la D’Addario per un’intera estate
e che per 15 anni non ne fa una sui mandanti della morte di Borsellino.

 

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 Odio la Sinistra che ha dimenticato Pasolini, Berlinguer, Pertini e che vuole riabilitare Craxi,
la Sinistra che sei non sei di sinistra sei di destra e se sei di sinistra devi fare una coalizione delle forze progressiste.
Odio la Sinistra che si nutre di berlusconismo e di anti berlusconismo per sopravvivere,
la Sinistra che non discute mai di programmi,
ma di persone, avversari, equilibri, poltrone, percentuali di voto, candidati.
Odio la Sinistra della TAV, della base americana di Dal Molin e delle sue cooperative del cemento,
la Sinistra del “Lavoro, lavoro, lavoro!” di Fassino e sua moglie mantenuti in Parlamento da generazioni di italiani.
Odio la Sinistra dei consigli regionali in galera per tangenti, della Campania trasformata in discarica da Bassolino,
dei “termovalorizzatori” di Chiamparino, della spocchia dei funzionari di partito.
Odio la Sinistra dei richelieu da strapazzo che costruiscono alleanze e coalizioni nell’ombra.
Odio la Sinistra che, per non perdere voti, soffoca i movimenti dei cittadini nel suo recinto razionale e riformista
dove pascolano le vacche sacre con la barba bianca e, se non ci riesce, ne inventa di fasulli per occupare uno spazio politico.
Odio la Sinistra, così come la Destra, per la loro capacità di togliere ossigeno alle idee,
per la divisione dei cittadini in fazioni una contro l’altra armata con i politici a fare da arbitro,
per la distruzione della sola idea di un futuro.

 

 

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