MEETING/ 3. Guarnieri: «Meeting di Rimini: è l’anno del cuore»

- int. Emilia Guarnieri

Il presidente del Meeting dell’amicizia tra i popoli, EMILIA GUARNIERI, introduce l’evento, spiegando in cosa consiste uno sguardo originale su politica, cultura ed economia. L’intervista pubblicata oggi da L’Avvenire

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Foto Ansa
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«Cuore e ragione non sono contrapposti, questo è il dogma del razionalismo moderno che “fa fuori” il desiderio infinito dell’uomo, riducendo la ragione a misura di ciò che già si conosce»: così il presidente del Meeting dell’amicizia tra i popoli, Emilia Guarnieri, introduce l’evento, spiegando in cosa consiste uno sguardo originale su politica, cultura ed economia.

Quattro anni dopo il Meeting della ragione Comunione e Liberazione propone quello del cuore. Nel frattempo c’è stata la battaglia sui Dico, la crisi è ancora lì, la Fiat ha “disdetto” il contratto dei metalmeccanici… La scelta di questo tema significa che le capacità concertative della ragione vi hanno deluso?

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“La ragione è esigenza di infinito” suggeriva il Meeting del 2004, stesso contenuto del “cuore“ che “desidera cose grandi” del titolo di quest’anno. Cuore e ragione – ci risponde Emilia Guarnieri, presidente del Meeting dell’amicizia tra i popoli – non sono contrapposti, questo è il dogma del razionalismo moderno che “fa fuori” il desiderio infinito dell’uomo, riducendo la ragione a misura di ciò che già si conosce. In un momento così drammatico c’è bisogno di uomini capaci di desiderare cose grandi e di usare la ragione in tutta la sua capacità, non riducendo la realtà a partire dai propri istinti o dai propri interessi. Smettiamola di conformarci al coro relativista secondo cui ognuno ha la sua verità, il cuore è puro soggettivismo, il bene comune è un’utopia, i desideri non c’entrano con la politica o con l’economia…

Il Meeting, dite, è “un luogo dove la storia passa in anticipo”: perché quest’anno fa tappa in Irlanda?

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Quando abbiamo incontrato il presidente di Irlanda e ci ha colpito il suo accento sulle relazioni internazionali: la relazione tra persone, capace anche di andare oltre un puro rapporto istituzionale, può essere un fattore imprescindibile anche per affrontare i grandi conflitti . Il Meeting molto spesso è arrivato in anticipo proprio perché invita persone che abbiano qualcosa da dire, al di là della loro notorietà. Spesso per fortuna succede che “chi ha qualcosa da dire” prima o poi riesca a “dirlo” e conti nella storia. Per esempio nel 1981 è stato nostro ospite il giornalista Tadeusz Mazowiecki, che nel 1989 fu il premier del primo Governo non comunista della Polonia.

Il cartellone è sempre stato il luogo dei messaggi forti: per restare al protagonista dello spettacolo di apertura, oggigiorno chi è Caligola e cosa significa avere “bisogno della luna”?

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Caligola è l’uomo che scopre il suo desiderio di infinito – “ho bisogno della luna” – e non trovando una risposta a questo desiderio impazzisce. Un grande testo teatrale, una provocazione attuale, perché spesso tanti drammi umani, che sfociano poi nella droga, nella violenza, nella malattia, hanno alle spalle un esasperato ed inappagato desiderio di giustizia, di amore, di verità.

 

 

Lunedì chiederete al Cardinale Erdo e al Metropolita di Minsk Filaret se un europeo moderno possa "credere proprio" alla divinità di Cristo: la cultura aiuta a desiderare "cose grandi" oppure è una zavorra?

 

 

Viva la cultura, sempre! Cultura è consapevolezza del rapporto con il reale, è l’humus nel quale si tirano su i figli, è di ogni uomo e di ogni popolo. Sono cultura il volontario che lavora al Meeting, come la donna che canta al proprio piccolo, perché in ogni gesto si esprime la coscienza del rapporto che il particolare ha con la totalità, tant’è vero che quanto più questa coscienza è forte, tanto più è alta la cultura che si esprime. Anche la cultura intellettuale e accademica o esprime una concezione della vita o resta pura chiacchera: non serve né interessa a nessuno. Al Meeting inoltre ci sarà letteratura, poesia, musica, perché niente come la poesia è in grado di evocare l’infinito sospingendo il cuore verso le cose grandi.

 

Da qualche tempo, il "Meeting della politica" è sottotono: segno che la politica non ha "cuore"?

Un politico che il cuore ha mostrato di averlo è stato Cossiga. Al Meeting ci aveva invitato ad essere liberi dal potere e ad avere la fantasia dei figli di Dio. Uno che la politica la faceva, che ha fatto parlare di sé perché le idee le aveva. Ciò che oggi manca è il dibattito ideale, non astratto, ma quello che di fronte ai problemi ha la libertà di identificarli e il coraggio di lanciare un progetto, un’idea. Al Meeting la politica non manca, ciò che ci interessa è che si parta dai reali bisogni. Un esempio? L’incontro-confronto del ministro Maroni con opere che lavorano in tema di immigrazione.

 

Di anno in anno, aumenta la caratura degli incontri economici: dobbiamo aspettarci una "ricetta ciellina" contro la crisi?

L’economia è un test per verificare se l’uomo può compiere il proprio desiderio di felicità da solo, rifugiandosi nell’individualismo più sfrenato, oppure se ha bisogno dell’altro. La mostra “ Dentro la crisi,oltre la crisi” curata dalla Fondazione per la Sussidiarietà, così come la presenza delle opere della Cdo rappresentano il contesto nel quale abbiamo invitato Marchionne, Tremonti, Passera, Marcegaglia… Con loro vogliamo verificare quanto una concezione ideale c’entri anche con l’economia.

 

(Paolo Viana)

 

L’intervista è stata pubblicata oggi da L’Avvenire


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