SCIOPERO PRECARI/ Continua lo sciopero della fame dei tre precari della scuola di Palermo

- La Redazione

Continua lo sciopero della fame dei tre precari della scuola di Palermo. I tre precari, che a breve si troveranno senza lavoro, hanno indetto lo sciopero della fame il 17 agosto.  

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Continua lo sciopero della fame dei tre precari della scuola di Palermo. I tre precari, che a breve si troveranno senza lavoro, hanno indetto lo sciopero della fame il 17 agosto.

I tre precari della scuola di Palermo che da martedì stanno facendo lo sciopero della fame, in seguito al sit-in di lunedì in via Praga, davanti al provveditorato agli studi, continuano nella loro dimostrazione e spiegano le loro ragioni. «Ieri abbiamo avuto un incontro con il vice prefetto di Palermo Viviana Vaglica, subito ci ha detto che il prefetto non può obbligare il ministero a fare nulla, ma già stamattina a Roma ha portato avanti la nostra vertenza a viale Trastevere», ha dichiarato Salvatore Altadonna, docente di sostegno che dal 1 settembre non avrà più un lavoro. «Il problema – continua – non è solo il posto di lavoro perso ma è un problema di relazione sociale. Non capiamo perché se fai uno sciopero della fame riesci a incontrare qualcuno se cerchi di farlo normalmente non sei nessuno».Secondo Altadonna «in Italia bisogna mettere a rischio la propria vita per essere ascoltati».

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Per Altadonna il non ritrovarsi più con un lavoro a breve dovrà avere delle risposte: «Io ho lavorato per 8 anni come insegnante di sostegno e sono in servizio fino al 31 agosto. Se per 8 anni sono servito non puoi dirmi che sono inutile da ora». Secondo Altadonna, inoltre, «i soldi vengono sperperati ovunque, non mi si può dire che non ci sono soldi, sarebbe meglio mi dicessero che c’è bisogno di una scuola di maggiore qualità e che secondo loro, io non lo sono». Fa eco al precario il senatore del Pd Giuseppe Lumia che in sostegno dello sciopero della fame dichiara: «Gli insegnanti precari rappresentano la principale risorsa del nostro sistema scolastico. Il governo nazionale non può liquidarli come se fossero un inutile capitolo di spesa. Essi svolgono una funzione importantissima nell’istruzione dei nostri ragazzi».

 

 

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