FABRIZIO DE ANDRE’/ Agli amici cuochi ha lasciato un ricettario scritto a mano

- La Redazione

Fabrizio de Andrè ha lascito in eredità a due amici cuochi un ricettario scritto a mano in cui aveva annotato una trentina di ricette della tradizione gastronomica genovese e sarda.

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Fabrizio de Andrè ha lascito in eredità a due amici cuochi un ricettario scritto a mano in cui aveva annotato una trentina di ricette della tradizione gastronomica genovese e sarda.

Lo hanno ereditato Tonina Puddu e Agostino Zizu, i cuochi dell’Agnata, l’agriturismo di Tempio Pausania (Olbia-Tempio ) messo in piedi da Fabrizio de André con Dori Ghezzi, il ricettario originale scritto dal cantautore genovese. Un ricettario scritto a mano, con una penna blu e rilegato ad anelli. Una trentina di ricette, in tutto. Tanta tradizione genovese, ovviamente, ma anche richiami alla Sardegna. «Guai se mancavano le pastelle, erano la sua passione. Per ogni piatto inventava una ricetta diversa, era spesso in cucina per dare indicazioni e suggerimenti e carpire i segreti dell’arte culinaria di questa isola che amava», spiegano cuochi, amici dell’artista. Verdure ripiene, ravioli alla genovese,. Fagioli fritti, fiori di zucca, anche “su trataliu” o il liquore di mirto. Queste alcune delle sue ricette preferite, tipiche delle cucina genovese e sarda.

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Come riporta l’Ansa, una delle ricette preferite del mastro erano i ravioli alla genovese con le animelle di agnello e il rosmarino. Per prepararli per 60 persone, così de André annotava gli ingredienti: «farina kg 5, 20 uova, cinque chili di carne magra di bue, olio, strutto, cipolla, aglio, rosmarino, vino rosso tre bicchieri colmi, pomodori freschi, erbette, 20 arance, dieci cervelli di agnello o maialetto, un chilo di animelle di agnello, un chilo di salsiccia fresca, parmigiano grattugiato, venti cucchiai di latte cagliato, maggiorana».

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