SARAH SCAZZI/ Mistero su Facebook: la 15enne rapita aveva tre profili, ma nemmeno un computer

- La Redazione

Gli inquirenti stanno ricostruendo gli avvenimenti che ruotano attorno alla scomparsa di Sarah Scazzi, la quindicenne di cui si sono perse le tracce nel pomeriggio del 26 agosto. Le ricerche e le indagini hanno riguardato da subito anche Facebook e le attività online della ragazza, e una delle piste seguite dalla polizia ha portato alle amiche di Sarah

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Gli inquirenti stanno ricostruendo gli avvenimenti che ruotano attorno alla scomparsa di Sarah Scazzi, la quindicenne di cui si sono perse le tracce nel pomeriggio del 26 agosto. Le ricerche e le indagini hanno riguardato da subito anche Facebook e le attività online della ragazza, e una delle piste seguite dalla polizia ha portato alle amiche di Sarah.

Sarah Scazzi, studentessa di 15 anni, è scomparsa giovedì ad Avetrana, in provincia di Taranto. I familiari sono sicuri che non se ne sia andata di sua volontà e che dietro alla sparizione ci sia l’ombra di un rapimento. «Mia figlia è stata rapita, non trovo un altro modo per spiegare la sua scomparsa – sostiene Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sarah Scazzi -. E’ una ragazza tranquilla, era normale, normalissima quando è uscita di casa. Ora sono in tanti a cercarla, ma di mia figlia ancora nessuna traccia».

Sarah voleva scappare? «No, stava benissimo qui», spiega a Repubblica la cugina Sabrina Misseri. La 22enne di Sarah sa tutto. Vivevano in simbiosi. Ogni volta che si svegliava la mattina, o che finiva di pranzare, Sarah andava da lei. E anche la sera usciva con lei e con i suoi amici, un gruppo di 22enni. «Era la mascotte», dicono ora, ma dato che la risposta è per lo meno anomala i carabinieri vogliono capire e così li hanno interrogati tutti. Poi hanno anche sequestrato i ben tre profili Facebook di Sarah. Il computer no, perché non ce l’aveva. A gestire le pagine erano alcune sue amiche che mettevano le foto e rispondevano ai messaggi. E anche questa è una cosa misteriosa. I carabinieri stanno leggendo anche i diari degli ultimi tre anni. «Se lo sa Sarah, si incazza», sospira la madre. Avril alle pareti della cameretta invece gliel’hanno lasciata.

Un’altra cugina di Sarah, Antonella Lostina Spinelli, ha creato un gruppo su Facebook per ritrovarla, che ha già più di diecimila adesioni e tantissima solidarietà. «Ho creato questo gruppo perché mia cugina, Sarah Scazzi di Avetrana (Taranto), è scomparsa il 26 agosto alle 14.30 – si legge sulla pagina di Facebook -. Se avete informazioni scrivete in bacheca oppure chiamate ai numeri 327/5971244 (soprattutto se voi volete avere notizie) e 099/9704141. Grazie dell’aiuto e fate girare la voce!». E aggiunge la cugina sul social network: «Sarah non si è allontanata da casa e svanita nel nulla di sua spontanea volontà. Non ne aveva alcuna ragione. Non era fidanzata e non aveva litigato con nessuno. Queste ipotesi sono da scartare».

«LEGATA A UNA CORDA DI 6 METRI» – Secondo la Spinelli, «lei è sempre stata una ragazza dal carattere determinato, è sempre passata sopra ogni situazione. Se avesse avuto degli scontri con i genitori prima di uscire, sicuramente avrebbe lasciato perdere. Lei ascoltava la musica mentre andava dalla cugina per recarsi al mare, quindi non si poteva rendere conto di una presenza dietro di lei. Questo è tutto». Numerosi, da ogni parte d’Italia, gli avvistamenti di Sarah da parte di persone convinte di averla vista. Singolare, come scrive La Voce di Manduria, la segnalazione giunta da Milano da parte di una sedicente veggente la quale ha descritto il luogo dove la ragazza è tenuta prigioniera «legata ad una corda lunga sei metri e tenuta segregata da un uomo con il gilè marrone e la camicia a quadri». 

 

 

«C’E’ UNA RAGAZZA PIENA DI SANGUE» – Non mancano neanche le chiamate di allarme risultate poi false. Una telefonata anonima giunta alla centrale del 118 di Brindisi aveva segnalato la presenza di «una ragazza piena di sangue distesa per terra vicino ad una cappella intorno ad Avetrana». Inevitabili e infruttuose anche in questo caso le ricerche dei carabinieri che, con il coordinamento del colonnello Antonio Russo del comando provinciale, stanno catalizzando su questo caso tutta la loro attività investigativa. E alla cronista de la voce di Manduria che le chiedeva se a rapire Sarah potrebbe essere stato qualcuno che l’aveva conosciuta su Facebook, la cugina Sabrina Misseri, 22 anni, ha risposto: «Lo escludo, perché Sarah non aveva un computer e nemmeno io. Alcune nostre amiche avevano creato tre profili di mia cugina, ma erano loro a gestirli tutti. Sarah è ancora una ragazzina che davvero gioca ancora con le bambole».

Fatto sta che gli inquirenti danno sempre più credito alla pista del rapimento. Anche se non escludono niente in questa complicata indagine che finora ha spinto forze dell’ordine, familiari ed amici della ragazzina a cercarla ovunque e con ogni mezzo. Carabinieri e polizia nei giorni scorsi hanno continuato a sentire familiari e amici di Sarah. E come scrive La Stampa c’è anche un sospettato, anche se non ancora indagato: si tratta di un trentenne pregiudicato noto in paese come adescatore di ragazzine. Tutti gli amici interrogati hanno confermato le dichiarazioni rese nei giorni scorsi e hanno parlato di una ragazzina tranquilla che non aveva fidanzato o conoscenze sospette. La sua vita era regolare e fatta di frequentazioni con le cugine e lunghi pomeriggi trascorsi al mare. Ed è proprio in spiaggia che Sarah doveva andare con sua cugina Sabrina quando si sono perse le sue tracce. 
 

La 15enne è uscita di casa con la musica nelle orecchie, ha attraversato il paese deserto immerso nella siesta. Ma nell’abitazione di cugina Sabrina non è mai giunta. E’ stata seguita da qualche malintenzionato e poi rapita? E’ stata vittima di un brutto incontro casuale? Ha incrociato qualcuno che aveva già deciso di farle del male? O c’entra l’eredità da centomila euro di cui la mamma della ragazza ha beneficiato da parenti diretti all’insaputa di altri dello stesso nucleo familiare? Questo potrebbe avere innescato gelosie oppure l’avvio di un rapimento a scopo ricattatorio?

 

Gli investigatori stanno lavorando per rispondere a tutte queste domande. Le indagini si stanno sempre più concentrando su un gruppo di conoscenti frequentati da Sarah Scazzi. La polizia cerca proprio tra le frequentazioni della 15enne una chiave per scoprire che cosa le è accaduto. L’obiettivo degli investigatori è capire che cosa sia successo in quei 12 minuti che separano l’uscita di casa di Sarah dalla sua scomparsa. Il particolare delle cuffiette alle orecchie per ascoltare il walkman potrebbe aver impedito alla ragazzina di accorgersi che dietro di lei c’era qualcuno o che sopraggiungeva un’auto che l’aveva seguita.
 

(Pietro Vernizzi)
 

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