FALSI POVERI/ Multe salate per chi ha ricevuto i bonus senza essere indigente

- La Redazione

Falsi poveri, stretta in arrivo. Per coloro che hanno usufruito di prestazioni sociali agevolate legate al reddito (assegni familiari, assistenza domiciliare ma anche contributi per gli affitti, borse di studio ecc) non avendone diritto potrebbero arrivare a breve multe fino a 5mila euro

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Falsi poveri, stretta in arrivo. Per coloro che hanno usufruito di prestazioni sociali agevolate legate al reddito (assegni familiari, assistenza domiciliare ma anche contributi per gli affitti, borse di studio ecc) non avendone diritto potrebbero arrivare a breve multe fino a 5mila euro. La stretta sui falsi poveri è prevista dal decreto legge del 30 luglio 2010 (la manovra sulla stabilizzazione finanziaria e la competitività economica) sul quale nei giorni scorsi l’Inps ha pubblicato una circolare per una «prima informativa». Il decreto legge prevede uno scambio di informazioni tra Inps, agenzia delle entrate ed enti erogatori delle prestazioni volto a evidenziare i soggetti beneficiari di queste prestazioni.

La norma prescrive inoltre di «comminare una sanzione» per i falsi poveri, cioè per coloro i quali a causa del maggior reddito accertato o della discordanza tra reddito indicato nella dichiarazioni unica sostitutiva (Dsu) e quello dichiarato ai fini fiscali «non avrebbero potuto fruire o avrebbero fruito in misura inferiore delle prestazioni sociali agevolate». La sanzione per i falsi poveri varierà tra i 500 e i 5mila euro e sarà irrogata dall’Inps «avvalendosi dei poteri e delle modalità vigenti sulla base dei criteri che saranno indicati dal ministero del Lavoro».

 

Come sottolinea la circolare Inps, l’obiettivo è «trasformare la banca dati Isee, che contiene attualmente la situazione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari del soggetto che presenta la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), in una banca dati dei beneficiari delle prestazioni sociali agevolate». Questi dati «sono trasmessi in forma anonima al ministero del Lavoro e delle politiche sociali ai fini dell’alimentazione del Sistema informativo dei servizi sociali». E’ prevista inoltre «la stipula di una convenzione tra l’Inps e l’Agenzia delle entrate per disciplinare le modalità attuative e le specifiche tecniche per lo scambio delle informazioni necessarie a far emergere» i falsi poveri, cioè «i soggetti che, a causa del maggior reddito accertato in via definitiva, non avrebbero potuto fruire o avrebbero fruito in misura inferiore delle prestazioni sociali agevolate».

 

Una volta scoperti i falsi poveri l’Inps comunicherà «agli enti erogatori l’esito degli accertamenti relativi ai soggetti che risultano aver beneficiato della prestazione sociale agevolata, affinché gli enti recuperino l’eventuale vantaggio indebitamente conseguito». Sanzionandoli inoltre con multe tra i 500 e i 5mila euro. E la stessa pena pecuniaria, in quanto falsi poveri, sarà «applicata anche a coloro per i quali emerga, dallo scambio di informazioni tra Inps ed Agenzia delle entrate, una discordanza tra il reddito indicato nella Dsu e quello dichiarato ai fini fiscali».



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