CAMPANIA/ Sequestrato istituto privato: centinaia di studenti inesistenti ed esami facili

- La Redazione

Esami facili e studenti inesistenti: un istituto privato in provincia di Napoli è stato messo sotto sequestro, due persone arrestate e sei denunciate per associazione a delinquere.

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Esami facili e studenti inesistenti: un istituto privato in provincia di Napoli è stato messo sotto sequestro, due persone arrestate e sei denunciate per associazione a delinquere.

Un istituto privato molto noto in Campania, l’Isef – Istruzione e formazione» di Poggiomarino in provincia di Napoli, il primo in Italia per numero di iscritti, è stato messo sotto sequestro. Secondo l’accusa la scuola aveva centinaia di studenti, in realtà, inesistenti, registrava esami facili e false presenze. Sono finiti agli arresti domiciliari l’amministratore unico dell’ istituto privato, Antonio Boccia di 34 anni e la dirigente scolastica Pasqualina Falanga di 62. Altre 6 persone, tutti dirigenti scolastici dei vari indirizzi, sono stati denunciati per associazione a delinquere.

L’operazione,condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha rilevato come tutti gli indagati avrebbero «sistematicamente perpetuato negli anni scolastici 2008-2009 e 2009-2010 una serie ripetuta di condotte fraudolente falsificando le generalità di studenti iscritti ai corsi di studi risultati inesistenti attestando falsamente la presenza degli alunni sui registri di classe». Sembra, a quanto riferiscono le Fiamme gialle, che addirittura l’80 per cento degli iscritti all’istituto e regolarmente comunicati all’Ufficio scolastico regionale non esistevano. Delle classi, poi, facevano parte studenti provenienti da tutta Italia che pagavano una retta di 5mila euro e, benché non potessero frequentare regolarmente le lezioni, le loro presenze apparivano costantemente sui registri di classe.

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«Tali condotte sono state architettate allo scopo di consentire all’istituto di mantenere la parità dei vari indirizzi alle scuola superiore, in tutto dieci, per poter svolgere presso la sede di Poggio Marino gli esami di maturità».

In sostanza, la falsificazione degli iscritti era finalizzata a «preservare i requisiti necessari della parità scolastica riconosciuta dal ministero dell’Istruzione la quale rappresenta la vera forza dell’istituto capace di garantire il conseguimento facile del diploma anche a studenti privatisti e provenienti da altre regioni, soprattutto perché permette l’equiparazione per procedure e valore del titolo di studio al diploma conseguire presso la scuola statale corrispondente».

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