LUIGI DE MAGISTRIS/ Indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta Why Not. “Sono diventato un bersaglio”

L’ex pm Luigi De Magistris è indagato per abuso d’ufficio. Avrebbe ottenuto dei tabulati telefonici di parlamentari senza chiederne autorizzazione alla Camera.

14.01.2011 - La Redazione
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Luigi De Magistris (Foto Imagoeconomica)

L’ex pm Luigi De Magistris è indagato per abuso d’ufficio. Avrebbe ottenuto dei tabulati telefonici di parlamentari senza chiederne autorizzazione alla Camera.

L’ex pm Luigi De Magistris è stato rinviato a giudizio, dalla Procura di Roma, per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Why Not. L’europarlamentare dell’Italia dei Valori avrebbe acquisito i tabulati di alcuni parlamentari senza averne richiesto autorizzazione preventiva alla Camera. Lo fa sapere lo stesso De Magistris attraverso la propria pagina di Facebook. «Prendo atto – dice – della richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei miei confronti dalla Procura di Roma» e aggiunge: «Mi recherò in tribunale e davanti ai giudici mi difenderò, con una disposizione d’animo assolutamente serena perché sono certo della correttezza del mio operato e perché credo nella giustizia. Proverò che il reato contestatomi non ha nessun fondamento di verità: solo un magistrato suicida, infatti, avrebbe potuto pensare di acquisire i tabulati telefonici di alcuni parlamentari senza autorizzazione della Camera».

De Magistris, in ogni caso, ci tiene a sottolineare quello che considera un «paradosso» ovvero il fatto che il procedimento sarebbe scaturito dalle segnalazioni di persone attualmente imputate «per corruzione in atti giudiziari ai miei danni, cioè per avermi sottratto illecitamente le indagini di cui ero titolare».

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Dietro l’inchiesta, per De Magistris, ci sarebbero ragioni politiche, una specie di complotto: «Ho pagato e pago», spiega, «un prezzo salatissimo per aver svolto inchieste che hanno intaccato il potere nella sua accezione più vasta (da quello politico a quello economico, dalla massoneria ai cda delle società miste pubblico-private, compresi spezzoni di magistratura, servizi segreti e forze dell’ordine deviati)».

 

In virtù delle sue iniziative «mi sono state sottratte le inchieste illecitamente e sono stato bersaglio di una serie interminabile di procedimenti disciplinari, penali, amministrativi e civili dai quali sono sempre uscito indenne, ma che mi hanno costretto a lasciare la toga», denuncia.

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