SANTO DEL GIORNO/ 5 gennaio 2011: Sant’ Edoardo confessore

- La Redazione

La Chiesa cattolica celebra oggi Edoardo detto il confessore, divenuto re d’Inghilterra con il nome di Edoardo III

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La Chiesa cattolica celebra oggi Edoardo detto il confessore, divenuto re d’Inghilterra con il nome di Edoardo III. Patrono dei re, dei matrimoni difficili, degli sposi separati, dell’Inghilterra (dal regno di Enrico II fino al 1348), e della famiglia reale, nasce tra il 1004 il 1005 nei pressi di Oxford da Etelredo II lo Sconsigliato e dalla sua seconda moglie, la principessa normanna Emma. E’ costretto all’esilio in Normandia all’età di soli 10 anni, per non soccombere all’invasione dell’Inghilterra capeggiata da re Sweyn di Danimarca. E negli anni dell’esilio che la sua fede si sviluppa e fortifica. Nel 1036 Edoardo, con il fratello Alfredo, tenta di riprendersi il trono che gli spetta di diritto, cercando di spodestare Aroldo. Il tentativo fallisce e torna in Normandia.

Nel frattempo Godwin, conte di Wessex, rapisce Aflredo e lo consegna ad Aroldo, che lo acceca, causandone in seguito la morte. Nel 1041, tuttavia, viene richiamato dalla nobiltà ecclesiastica e dal laicato anglosassone che gli promettono di divenire re accanto al fratellastro Canuto. Alla morte di quest’ultimo viene incoronato nella cattedrale di Winchester il 3 aprile 1043, quando la sua popolarità è al massimo. Regna per 22 anni, sfruttando le sue doti per mediare tra avversari interni e nemici ai confini, lasciando al suo erede un paese ben più pacificato di come lo aveva trovato. In virtù della ragion si Stato, sposa Edith, la figlia della più seria minaccia al suo regno, il conte Godwin del Wessex. Con lei, secondo la tradizione, vive un matrimonio in bianco.

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Tuttavia, quando nel 1051 Godwin minaccia una rivolta, Edoardo ha una sola scelta: esiliarlo, e rinchiudere la moglie in un convento. L’anno dopo, per scongiurare il pericolo di guerra civile, gli consente di tornare in patria. Durante il suo regno, caratterizzato da una politica ecclesiastica sobria e non particolarmente ingerente, i rapporti con Roma si consolidano. E’ a lui che si deve la fondazione dell’abbazia di Westminster. Negli anni dell’esilio, infatti, Edoardo fa voto di recarsi in pellegrinaggio a Roma se i suoi diritti dovessero essere reintegrati. Divenuto re, impossibilitato a lasciare il Paese, chiede al Papa una dispensa. Il Pontefice gliela concede, a patto che il re fondi un monastero dedicato a Pietro.

Edoardo sceglie un convento nei pressi di Thorney, ad ovest di Londra, che grazie alle ingenti donazioni di denaro e terreni, diventerà l’embrione dell’odierna abbazia. Il re non riesce a vederne l’inaugurazione. Muore il 5 gennaio del 1066, sembra di Scrofola (pare che sia stato il monarca a contrarre la cosiddetta “malattia dei re).

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