GOLOSARIA/ Dal tortello amaro di Castel Goffredo al Pollo Milanino, un volto positivo dell’Italia

- Paolo Massobrio

Degustazioni enogastronomiche alla rassegna del gusto, Golosaria, in programma all’Hotel Melià dal 5 al 7 novembre. PAOLO MASSOBRIO ci racconta e anticipa il risultato di un anno di lavoro

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Tra poco al via Golosaria a Milano

“Io aspetto Golosaria per assaggiare il tortello amaro di Castel Goffredo”, mi ha detto una ragazza, ignara che quest’anno, tra i piatti delle province lombarde in assaggio nell’area lounge, ci sarà anche il Pollo Milanino (antica razza autoctona che ritorna) e il tortello della Possenta, impastato con le ciliegie di Ceresara. Questa prelibatezza la scoprimmo due anni fa, in quel piccolo paese del mantovano e oggi la portiamo a Golosaria, come tutte le scoperte di un anno. Diciamo che Golosaria, in programma all’Hotel Melià dal 5 al 7 novembre, è la nostra spesa di un anno, che vogliamo condividere coi migliori amici: quelli di sempre, ma anche quelli che incontreremo per la prima volta. E tutto è minuziosamente appuntato sul Golosario, il libro di oltre mille pagine, che esce ogni anno con le punte del gusto di ogni regione.
In questa festa i produttori saranno circa 100 e arriveranno con l’olio nuovo e con le novità che vogliono far conoscere, mentre Fabio Scarpitti, raffinato sommelier, farà assaggiare i 100 migliori vini d’Italia che io e Marco Gatti abbiamo selezionato anche quest’anno, dopo 10 anni. L’altro giorno ero a Cernobbio e mi ha incuriosito un bar all’inizio del centro storico, che aveva l’aria di un bistrot francese. Ho chiesto un caffè (era di Milani di Lipomo, il mio preferito) e intanto mi sono guardato in giro e sugli scaffali c’erano i miei dolci del cuore, di ogni parte d’Italia. “Mi scusi – ho chiesto alla signora – ma dove li ha trovati tutti questi dolci”. E lei serafica mi ha detto: “Sa, ogni anno vado a Golosaria a Milano o a Torino”. A quel punto le ho detto: “Ma sono io che la organizzo”. E lei: “Oddio, senza il papillon non la riconoscevo”. Be’ sono uscito che volavo, al pensiero che una raffinata signora di Cernobbio si alimentasse delle mie scoperte per dialogare poi col pubblico per tutto l’anno. Ecco Golosaria è questo: la torta Pistocchi di Firenze, le acciughe sottovuoto di Riccardo Abello, i salumi veneti di Bazza o le trote di Pighin di San Daniele del Friuli, tanto per dire i primi che mi vengono in mente. E poi il laboratorio su come fare la pizza creativa con le farine maestose del Mulino Quaglia di Vighizzolo d’Este, o quello sul piatto della domenica o sulla cucina degli avanzi degli altri giorni, fino alla colazione reinterpretata con pane burro e marmellata di domenica mattina.
Bisogna esserci, a iniziare da sabato pomeriggio, dove parleremo di stili di vita, per presentare il nostro libro per la famiglia Adesso

E poi la festa di domenica con tutti i cuochi e gli artigiani che abbiamo conosciuto in un intero anno, dal Trentino alla Sicilia e quella di lunedì dove arriveranno i cuochi della Lombardia per salutare la XX edizione della GuidaCriticaGolosa. Chi viene a Golosaria scopre un’Italia positiva, che non si arrende. Scopre il piacere di alzarsi la mattina a mangiar la Fugascina che fanno sul lago di Mergozzo (strepitosa!!!), oppure scopre la panetteria, la macelleria, la gelateria, la formaggeria e il negozio di frutta e verdura del futuro, che riempiranno il cuore dell’Hotel Melià, nello spazio dedicato ai “Luoghi di domani”. Scopritela con noi su Facebook cliccando “Mi Piace” sulla pagina dedicata, guardando il video e poi veniteci con i vostri migliori amici, scaricando l’invito sul sito www.golosaria.it. Se passate, prima di andare via, agganciatevi a Papillon, per stare ancora un anno insieme con noi. Rappresentiamo un altro mondo, ve ne renderete conto.



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