ALLUVIONE GENOVA/ La lettera di Paola: nella tragedia è esploso il bene

- La Redazione

Genova il giorno dopo: Paola ci racconta con una lettera ciò che ha visto dopo la tremenda devastazione della città e la forza dei cittadini che ora si rimboccano le maniche

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Immagine d'archivio

Non è finito l’allerta, ci stanno dicendo che durerà fino a domani alle 18, e le scuole saranno ancora chiuse. Ieri il tempo è stato clemente, qualche momento di pioggia, ma debole.  Stamattina c’era il sole sulla nostra città, ora le nuvole ritornano minacciose.  Ieri, domenica, organizziamo un gruppo di volontari con universitari e qualche alunno che mi ha cercato e ci rechiamo in una delle strade più colpite dall’alluvione.  Lì incontriamo  centinaia di ragazzi ricoperti di fango, armati di pale, palette  che stanno trasportando cuffe piene di fango e aiutando i negozianti della zona.

Ci fermiamo presso un colorificio e cominciamo la nostra opera, per tutto il pomeriggio abbiamo spalato fango, lavato e caricato su camioncini barattoli ed attrezzi di ogni tipo, al calare del buio salutiamo e diamo appuntamento al titolare per oggi.  Oggi siamo tornati e stiamo proseguendo la nostra opera. 

Sono colpita dalla presenza di tanti ragazzi, mentre sono lì a spostare secchi si affacciano sulla strada gruppi di ragazzi che conosco: alunni, ex alunni, alunni della classe a fianco….”prof. cosa fa lì?  veniamo con lei”…e così si forma un gruppo sempre più nutrito, e io sono stupita perchè ci sono proprio tutti i tipi umani, non solo chi avrei immaginato già propenso alla solidarietà.  Sono ragazzi arrivati lì per un impeto di bene, organizzatisi da soli, con il tam tam di sms che raggiunge tutti in brevissimo tempo ed oggi questo tam tam è proseguito…li guardo lavorare con una grinta, una determinazione, un piglio che stupisce. 

Di cosa sono capaci questi nostri alunni, di cui sentiamo dire che non hanno interessi, che non hanno valori, che non si appassionano a nulla….cosa li ha mossi a stare ore nel fango e sorridere ai titolari dei negozi che li ringraziano colpiti dalla loro presenza così attenta rispondendo “è il minimo che possiamo fare”. E sono felici…questa disgrazia che ci ha colpito ha riversato nelle strade fiumi di ragazzi felici perchè quel desiderio di bene che sta nel cuore di ognuno di noi, di fronte alla tragedia è esploso dirompente ed ha trovato un suo compimento.

I negozianti mi dicevano: “vedere tutti questi ragazzi è la nostra speranza per rialzare la testa anche se abbiamo perso tutto il lavoro di una vita” e con il mio collega che sta spalando fango vicino a me ci diciamo, commossi, che abbiamo una grande responsabilità “aiutare questi nostri ragazzi a non soffocare l’impeto del loro cuore e quel desiderio di bene che sembra essere scoppiato in loro all’improvviso”.

Un caro saluto
Paola


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