IL FATTO/ Quei sedici detenuti che si improvvisano attori, mossi dal desiderio di “bellezza”

- La Redazione

Sedici detenuti del carcere di Chieti salgono sul palco perché “Nessuno può cancellare il desiderio di bellezza dentro ognuno di noi”. Il racconto di PIERGIORGIO GRECO

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Un scena dello spettacolo "Natale in casa Cupiello"

“Niente e nessuno potrà mai cancellare il desiderio di bellezza che c’è dentro ognuno di noi”. Cristian Di Marzio, che poco prima aveva indossato i panni di Nicolino, ha parlato a nome di tutti i sedici detenuti-attori del carcere di Chieti che sono saliti sul palco dell’auditorium De Cecco di Pescara sabato 3 dicembre, per mettere in scena “Natale in casa Cupiello”. Ha parlato solo lui, esprimendo però ciò che tutti gli altri detenuti-attori hanno vissuto e trasmesso l’altra sera alle oltre cinquecento persone presenti: la persona che si sente voluta bene, anche se ha sbagliato, può tornare a sperare. E questo è senz’altro un successo.

Così, gli applausi a scena aperta, ripetuti e insistenti, hanno certificato questa doppia vittoria, di chi torna a sperare ma anche di uno spettacolo grandioso, capace di suscitare il riso e calamitare l’attenzione dei presenti per oltre due ore, in un ritmo vertiginoso di gag, scenette, intrighi, congetture tipici della commedia napoletana. Al termine, sul palco sono saliti Mauro Moretti, presidente del Csv Pescara, Giuseppina Ruggero, direttrice della Casa Circondariale di Chieti, Maria Rosaria Parruti, magistrato di sorveglianza, Valentino Di Bartolomeo, comandante della Polizia Penitenziaria, insieme alla regista Paola Capone, a raccontare il senso di uno spettacolo che ha rappresentato il momento culminante di un percorso iniziato qualche mese dietro, che sta rendendo il carcere non solo il luogo dove scontare una pena, ma anche la “via di fuga” per una possibilità di rinascita.

Tutto questo grazie ai vertici della casa circondariale di Chieti e al magistrato di sorveglianza, che a maggio si sono incrociati proprio con Mauro Moretti, presidente del Centro Servizi per il Volontariato di Pescara, e Lorenzo Di Flamminio, consulente dello stesso Csv, invitati ad una rappresentazione teatrale. “Al termine della serata – ricorda Moretti – una detenuta, a nome di tutti, disse “Non soffocate questo nostro desiderio di bellezza”. Quella frase ci ha veramente impressionati, proprio perché detta da una detenuta”. Da quel momento è nata un’amicizia con i vertici della Casa Circondariale di Chieti, continuata con la presentazione del libro di Mounier “Lettere sul dolore” sempre in carcere, una visita insieme al Meeting di Rimini e, infine, l’idea di mettere in scena una nuova rappresentazione teatrale proprio per l’evento del 3 dicembre. “Ci ha colpito – dice Moretti – lo straordinario tentativo di valorizzazione dell’umano che abbiamo incontrato prima durante lo spettacolo, poi nelle occasioni successive. Insomma – conclude – questa valorizzazione rappresenta davvero una costruzione del bene comune, che abbiamo voluto far conoscere a tutti, inserendo lo spettacolo all’interno del nostro annuale evento Volontariamente.

Come detto, in questo percorso un ruolo particolare è stato quello del magistrato Maria Rosaria Parruti, che ha creduto nel valore dell’iniziativa fino al punto di concedere a ben sedici detenuti il permesso-premio per la rappresentazione di Pescara. Al termine dello spettacolo, è stata proprio il magistrato a spiegare il perché di questa sua decisione, a partire dal contenuto della commedia rappresentata: “Luca Cupiello è un bambino che considerava il mondo come un grande giocattolo: aveva come unica preoccupazione il presepe vissuto come la messa in scena degli auguri natalizi per i regali destinati alla moglie. Ha vissuto nell’illusione di aver creato una famiglia felice, e si avvia a morire nell’illusione che il mondo sia come lui lo aveva sempre creduto.

È un uomo che non è diventato adulto, cioè capace di guardare la realtà per quello che è e di assumersi le relative responsabilità: infatti, sia per chi è dentro il carcere in espiazione di un pena sia per chi è fuori, la vita è questa possibilità di crescere, di maturare, di diventare adulti, cioè coscienti della realtà, delle proprie responsabilità e non in preda alle proprie illusioni. Questa realtà è pienamente vivibile e da non fuggire, perché Qualcuno ci viene incontro. Nella mia esperienza di magistrato di Sorveglianza quello che verifico – ha aggiunto – è che la possibilità di ripartire, di ricominciare c’è quando c’è un Amore presente (che può essere della donna, dei figli, di un amico ecc.). L’augurio mio – ha concluso – è che il Natale sia per noi l’occasione di scoprire e cominciare a sperimentare che la realtà che siamo chiamati a vivere, anche se dura, faticosa, può essere vissuta come tale, e non deve essere fuggita, perché Qualcuno ci ama davvero”.

Oltre allo spettacolo, Volontariamente ha visto altri due momenti importanti. Un convegno, sul titolo generale dell’evento “Siamo stati visitati da qualcuno molto grande”, con la partecipazione di Riccardo Ribera D’Alcalà, che ha raccontato la sua storia di padre di Giulia, che per i medici non doveva nascere visto che aveva una grave malformazione e che invece è diventata un grande segno del Mistero nella vita sua e di tanti amici che hanno iniziato a frequentare la loro casa, Pietro Del Vecchio, volontario della mensa della Caritas e detenuto, che nel carcere ha incontrato la fede e con il volontariato ha scoperto di non sentirsi solo, Valentina Palleri, autrice del libro “Come ali di farfalla”, in cui racconta la sua storia di madre con una figlia malata ma capace di suscitare in lei una grande fede, e infine Mariagrazia Figini, della Fondazione Cometa di Como, che ha rimarcato come l’incontro con ciò che compie il desiderio di ogni uomo è in grado di cambiare la vita, e di renderla utile per sé e per gli altri. A seguire, Maria Pia Di Sabatino, presidente di Anffas Pescara, Francesco Grilli, presidente del Banco di Solidarietà di Pescara, e Domenico Trozzi, presidente di Prossimità alle Istituzioni, hanno ricevuto i riconoscimenti Volontariamente che ogni anno vengono assegnati dal Csv Pescara a quanti contribuiscono alla crescita qualitativa e quantitativa del volontariato a Pescara e provincia. (Continua con la fotogallery)

(Piergiorgio Greco)



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