GEMELLINE SCOMPARSE/ Un teste, “Le ho viste vive il primo febbraio”

- La Redazione

Un testimome afferma di aver visto le gemelline scomparse

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Foto Ansa

Si complica il giallo delle gemellino scomparse. Ieri notte è stato pubblicato il testo parziale di una delle lettere che Matthias Schepp ha inviato alla ex moglie prima id uccidessi. Contenuto agghiacciante: “‘Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto”.

A cui oggi è stata aggiunta una frase che non lascia alcun dubbio: “Le ho uccise”. Ma un teste proprio oggi afferma di aver visto vive le due bambine il primo febbraio, nella città corsa di Propriano dove sarebbe sbarcato l’uomo proveniente da Marsiglia. Che le bambine fossero partite con il padre era assodato, le ultime notizie però dicono che sarebbe tornato in Francia dalla Corsica da solo, come testimonia il video della telecamera posta al confine tra Francia e Italia a Ventimiglia. Secondo Olga Orneck, una signora corsa residente a Propriano, le due gemelline erano in compagnia del padre e di una misteriosa signora bionda a passeggio per Propriano martedì primo febbraio verso le 9,30.

“Sono sicurissima che erano loro – ha detto la Orneck -. Le due piccole stavano mangiando un croissant mentre l’uomo e la donna bionda discutevano” ha detto la testimone. La Orneck, che ha fornito alla polizia giudiziaria una descrizione delle due bambine e dell’uomo particolarmente accurata, ha detto che le due gemelline erano serene, così come il padre, e ha fornito una descrizione degli abiti delle bambine che corrisponderebbe a quella fornita dalla madre delle gemelle. La polizia ha assunto a verbale la testimonianza e ha raccolto la descrizione della donna bionda la cui presenza sarebbe stata citata in un’altra testimonianza.

La testimonianza non esclude che il padre abbia ucciso le due ragazzine una volta in Corsica. Secondo la ricostruzione del viaggio compiuto da Schepp con le bambine, effettuato dalla Polizia, l’uomo è sbarcato a Priopriano dal traghetto Scandola con le bimbe ancora vive per poi ricomparire dopo alcune ore, verso le 8 di sera, da solo all’imbarco dei traghetti di Bastia.

L’uomo ha acquistato un biglietto di sola andata per Tolone ed ha effettivamente, come dicono le testimonianze raccolte dalla Polizia, compiuto il tragitto. Intanto la famiglia di Matthias ha rilasciato alcune dichiarazioni tramite un comunicato stampa ufficiale: "un disturbo mentale grave" è alla base delle azioni dell’uomo. I genitori e i fratelli di Matthias Schepp affermano di provare "inquietudine e costernazione" per quanto accaduto.

"Siamo tutti d’accordo e persuasi che nostro figlio e fratello abbia potuto compiere ultimamente atti tanto terribili unicamente a causa di un disturbo mentale grave e della perdita della sua personalità normale", scrive la famiglia del quarantatreenne suicidatosi il 3 febbraio scorso a Cerignola dopo aver fatto perdere le tracce delle sue due figlie di 6 anni. "Lo abbiamo sempre conosciuto come padre amorevole e attento, nonché come uomo rispettoso. E’ così che vogliamo ricordarlo. La sua famiglia era tutto per lui", afferma il comunicato citato dall’Ats. "Abbiamo sofferto molto a causa della sua morte e della sorte terribile e incerta delle nostre due nipoti", continua. La famiglia chiede ai media il rispetto della propria privacy.

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