PAPA/ L’Angelus di domenica, la perfezione cristiana è perdonare i nemici

- La Redazione

Il Papa, nel corso dell’Angelus di domenica, ha spiegato come la perfezione cristiana consista nello sconfiggere il male con il bene.

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Foto Ansa

Il Papa, nel corso dell’Angelus di domenica, ha spiegato come la perfezione cristiana consista nello sconfiggere il male con il bene.

Il Papa, nel corso della recita dell’Angelus di ieri in Piazza San Pietro, ha spiegato in cosa consista la perfezione cristiana, esordendo con lo spiegare come la volontà di Dio consista nel rendere «partecipi gli uomini della sua vita: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo” – si legge nel Libro del Levitico (19,1)”». Ratzinger ha spiegato che «con queste parole, e i precetti che ne conseguono il Signore invitava il popolo che si era scelto ad essere fedele all’alleanza con Lui camminando sulle sue vie e fondava la legislazione sociale sul comandamento “amerai il tuo prossimo come te stesso” (Lv 19,18)».

«Se ascoltiamo, poi, Gesù, nel quale Dio ha assunto un corpo mortale per farsi prossimo di ogni uomo e rivelare il suo amore infinito per noi – ha aggiunto -, ritroviamo quella stessa chiamata, quello stesso audace obiettivo».

E ancora: «Gesù stesso dice: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,44-45). Chi accoglie il Signore nella propria vita e lo ama con tutto il cuore è capace di un nuovo inizio. Riesce a compiere la volontà di Dio: realizzare una nuova forma di esistenza animata dall’amore e destinata all’eternità (…). Se siamo veramente consapevoli di questa realtà e la nostra vita ne viene profondamente plasmata, allora la nostra testimonianza diventa chiara, eloquente ed efficace».

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Ricordando ai fedeli che il 22 febbraio si celebra la festa della Cattedra di San Pietro, ha esortato «tutti i Pastori ad “assimilare” quel ”nuovo stile di vita” che è stato inaugurato dal Signore Gesù ed è stato fatto proprio dagli Apostoli».

 

 

Al termine dell’Angelus ha invitato, quando si «soffre per il male, la persecuzione, l’ingiustizia», a evitare «la rivincita, la vendetta e l’odio, e preghiamo per i persecutori. “Vinciamo il male col bene”. Affidiamo a Dio tutte queste avversità per raggiungere la libertà e la pace spirituale”».

 

Il Pontefice ha, infine, esortato «alla pienezza della vita cristiana ed alla perfezione della carità, mediante il perdono dei nemici e la preghiera per coloro che perseguitano, fonte di duratura riconciliazione».

 

 

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