SANTO DEL GIORNO/ 21 febbraio 2011: san Pier Damiani, cardinale vescovo di Ostia e dottore della Chiesa

- La Redazione

Santo del giorno, 21 febbraio 2011: san Pier Damiani, cardinale vescovo di Ostia e dottore della Chiesa. Protagonista del XXI canto del Paradiso, nella Commedia di Dante

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Andrea Barbiani, San Pier Damiani, 1776 (particolare)

Si festeggia oggi come santo del giorno San Pier Damiani, cardinale vescovo di Ostia e dottore della Chiesa. Entrato nell’eremo di Fonte Avellana, san Pier Damiani promosse fortemente la regola monastica, in un periodo molto difficile per la Chiesa, che necessitava una riforma all’interno degli ordini religiosi. Per questo san Pier Damiani, come ricorda anche Dante Alighieri nella Divina Commedia, nel XXI canto del Paradiso, richiamò con fermezza i monaci alla santità della contemplazione, i chierici a una vita più integra, il popolo alla comunione con la Chiesa di Roma.

San Pier Damiani nacque a Ravenna nel 1007. Ultimo di una famiglia numerosa, orfano di padre, ebbe come riferimento educativo il fratello maggiore Damiano. A questo si deve probabilmente l’appellativo «Damiani». Studiò a Ravenna, Faenza, Padova e insegnò all’università di Parma, in seguito entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana. Nel 1057 il Papa lo chiamò a Roma per averlo accanto in un momento di crisi della Chiesa, attraversata e divisa da discordie e scismi e piegata sotto i colpi della simonìa. Fu nominato vescovo di Ostia e poi creato cardinale, aiutò i sei Papi che si succedettero mentre era in vita, a svolgere un’opera moralizzatrice. Si avvalse in queso dell’aiuto dell’abate benedettino di San Paolo Fuori le Mura, Ildebrando che nel 1073 fu eletto Papa con il nome di Gregorio VII. San Pier Damiani morì a Faenza nel 1072. Nel 1828 Leone XII lo proclamò dottore della Chiesa.
Dante Alighieri nel XXI canto del Paradiso, colloca S. Pier Damiani nel cielo di Saturno, destinato nella Commedia agli spiriti contemplativi.

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Dante fa raccontare al santo della sua vita contemplativa condotta nel monastero di Fonte Avellana, un tempo luogo che fruttava al Paradiso molte anime, ma che ora è diventato così sterile, che non manca molto che tutto ciò sia rivelato. San Pier Damiani spiega poi come in questo monastero fosse vissuto col nome di Pietro Damiano, e si chiamò Pietro Peccatore nella comunità di Nostra Signora (presso Ravenna) sul litorale Adriatico. Quando gli mancavano ormai pochi anni fu chiamato a prendere quel cappello cardinalizio che ora passa da un prelato cattivo a uno peggiore.

E poi, continüando, disse: «Quivi
al servigio di Dio mi fe’ sì fermo,

che pur con cibi di liquor d’ulivi
lievemente passava caldi e geli,
contento ne’ pensier contemplativi.

Render solea quel chiostro a questi cieli
fertilemente; e ora è fatto vano,
sì che tosto convien che si riveli.

In quel loco fu’ io Pietro Damiano,
e Pietro Peccator fu’ ne la casa
di Nostra Donna in sul lito adriano.

Poca vita mortal m’era rimasa,
quando fui chiesto e tratto a quel cappello,
che pur di male in peggio si travasa.

(D. Alighieri, Divina Commedia, Paradiso XXI, vv. 113-126)

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