CASO RUBY/ Spunta il chirurgo dell’Olgettina. Dopo i regali anche il botox?

- La Redazione

Un chirurgo plastico coinvolto nel caso Ruby

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Chirurgia plastica

Dopo le case, i gioielli e le automobili, anche il botox? Nell’inchiesta sul caso Ruby spunta adesso anche un chirurgo plastico che si prendeva cura delle ragazze dell’Olgettina. Entra in scena Giacomo Urtis… Il Caso Ruby, ovvero la storia infinita. Spunta un nuovo protagonista del Rubygate e non è detto che sia l’ultimo. A dar retta alle notizie che giungono in continuazione, che allargano il caso e poi si sgonfiano da sole, il pacchetto regali del premier per le ragazze dell’Olgettina sarebbe stato davvero “tutto compreso”.

Macchine, soldi, case e anche trattamento estetico. Che un po’ di botox non si nega a nessuno nell’era dell’estetica a tutti i costi (ne sa qualcosa lo stesso capo di governo…). Nelle indagini coordinate dal pm Boccassini spunta dunque il chirurgo estetico. Ovviamente non interessa sapere che tipo di trattamento facevano le ragazze dei festini di Villa Arcore, ma piuttosto se questi trattamenti estetici li pagava il premier.

– Di origine venezuelana, ha uno studio ad Alghero in Sardegna, e da qualche tempo anche a Milano. Ha 34 anni e la foto sul suo profilo Facebook si intona perfettamente al clima dei presunti festini di Arcore: un giovane chirurgo abbronzato con intorno due splendide “chirurghine” molto maliziose. Da tempo è considerato il chirurgo dei VIP. Già alcuni anni fa il suo nome era spuntato alla ribalta quando qualche paparazzo aveva beccato Nina Moric, ex moglie di Fabrizio Corona, all’aeroporto Riviera del Corallo di Alghero con un misterioso giovane.

E non era la prima volta che li vedevano insieme. I paparazzi si scatenarono, ma non si seppe granché di una eventuale love story. Era lui, comunque: il chirurgo estetico Giacomo Urtis. Che, in una intervista a Sassari&Hinterland, periodico di informazione e di sport, ha detto essere “il dermatologo del figlio di Barbara Berlusconi”.

Nel suo studio di Alghero si occupa di VIP di vario livello, tra i quali personaggi che lavorano con Lele Mora (sarebbe molto amico della sorella). Al telefono con un giornalista del Corriere della Sera Urtis spiega di lavorare oggi per clienti molto esclusivi. Del tipo: i Duchi del Kent, il Principe del Lussemburgo, i proprietari della Vuitton. Fa anche da centro di smistamento per altri colleghi: prenderebbe una percentuale sui nomi che manda da loro. Ma allora cosa centra Urtis con le ragazze dell’Olgettina?

Ecco come è andata. Il suo nome è spuntato fuori da una delle innumerevoli intercettazioni telefoniche condotte sul caso Ruby dalla procura di Milano. In una di queste telefonate, una delle ragazze si lamentava del ritardo di Spinelli (il tesoriere di Berlusconi) nel pagarle l’affitto. Dall’altro capo del telefono un’altra non identificata ragazza le risponde che lei invece ha urgenza di farsi rifare “il sedere” (parole sue). A questo punto entra in ballo “Giacomo”: “Amò, ma ti rifai le punture da Giacomo?”.

No, risponde l’amica, lei vuole proprio un lavoro definitivo, non una punturina di poco effetto. Chiarendo che l’operazione “deve essere pagata”. Da chi? Eh già, risponde la prima, “come hanno fatto tutte le altre il seno”. Speriamo che mi approvino l’operazione, si preoccupa la ragazza. Non preoccuparti la rassicura la prima: “Basta che porti il preventivo, io ho fatto così per fare la finto lipo, 10mila euro eh”.

Per i magistrati ci vuole poco per risalire all’autore delle “punturine”, il chirurgo estetico Giacomo Urtis. In tutto, le ragazze coinvolte con lui Urtis sarebbero state sette. Il quale, sempre nell’intervista del Corriere, ci tiene a specificare: “I miei trattamenti sono da poche centinaia di euro e a pagarli erano sempre le ragazze. Cosa voleva sapere il pm? Soprattutto se tra le mie clienti ci fossero state le due minorenni Ruby e Iris. Ma io non le ho mai conosciute”.

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