HACKER/ Attacco contro il sito del governo italiano. «Nessun furto di dati»

- La Redazione

Un attacco esplicitamente mirato al governo e al suo capo «che detiene sotto il suo controllo» l’informazione in Italia. «Operation Italy» è stata lanciata alle 15 di oggi da un gruppo di hacker noto come “Anonymous”.

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Il sito del governo

Un attacco esplicitamente mirato al governo e al suo capo «che detiene sotto il suo controllo» l’informazione in Italia. «Operation Italy» è stata lanciata alle 15 di oggi da un gruppo di hacker noto come “Anonymous”: un attacco informatico contro il sito della presidenza del Consiglio, per renderlo inservibile. Attacco che però sembra essere stato arginato, se il sito risulta in questo momento funzionante (anche se rallentato). E da Palazzo Chigi rassicurano: «Nessun pericolo di furto dati».

L’annunciata offensiva contro i server del governo prevedeva un’azione di “dossaggio”, cioè l’invio di un numero massiccio di pacchetti informatici al fine di sovraccaricare il sito e provocarne il “crash”. In un comunicato diffuso sul web da  Anonymous si leggono i motivi dell’attacco. Tra questi la «censura» e il «controllo dell’informazione» da parte di Silvio berlusconi e del suo governo.

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«L’informazione è totalmente manipolata dal nostro premer – si legge nel comunicato – che detiene sotto il suo controllo tutti i canali tv, alcuni dei quali di sua proprietà (Mediaseti) e tutti i giornali che ormai hanno solo un fine politico. inoltre molti siti come YouTube subiscono pressioni dal governo per cancellare materiale "scomodo"». Proseguono gli hacker: «Il governo attuale sta devastando l’Italia, non si interessa del paese ma è composto da rappresentanti il cui interesse è quello personale».

 

Rassicurazioni sono arrivate dalla polizia postale: «C’è una enorme quantità di richieste di accesso al sito web del governo – spiega la Polizia Postale – e finché la banda riesce a sostenere le richieste, il sito rimane accessibile». La natura dell’attacco quindi non è volta a sottrarre informazioni riservate al sito, quanto piuttosto a renderlo inaccessibile. Un attacco simile a quello partito mesi fa contro il sito di Wikileaks, anche se di portata più ridotta.

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