ROBERTO SAVIANO/ L’intervista a Chiara Gamberale, Radio Due

- La Redazione

Roberto Saviano ospite ai microfoni di Radio Due, nel programma Io, Chiara e l’oscuro condotto dalla scrittrice Chiara Gamberale. Una intervista a 360 gradi

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Roberto Saviano e Chiara Gamberale, foto Ansa

Roberto Saviano ospite ai microfoni di Radio Due, nel programma Io, Chiara e l’oscuro condotto dalla scrittrice Chiara Gamberale. Un intervista a tutto tondo, dove l’autore di Gomorra ha toccato anche temi intimi e personali, parlando ad esempio della sua infanzia. Ha parlato del prima e del dopo Gomorra, di una esistenza spaccata in due, e poi le letture dell’adolescenza e anche il sesso.

Ha parlato di quando a 19 anni voleva arruolarsi nella Legione Straniera. In vece si è adirato parecchio quando si è parlato di Berlusconi e del caso Ruby: mi disgusta, ha detto del primo ministro italiano. Precisando che ciò che lo disgusta è quando il premier ha detto «che ho dato supporto promozionale alle mafie, scrivendo il mio libro. Ha detto che chi racconta queste cose diffama il Paese, lo mette in cattiva luce. È una roba terribile, sia perché ha infangato la memoria delle persone morte per raccontare di mafia, molte in Italia, e sia perché ha perso un’occasione per dire che chi racconta infanga, ma invitare semmai gli italiani che all’estero sono sotto pressione per il luogo comune ‘mafià, ad affrontare il problema e non a minimizzarlo». «L’Italia infatti, raccontando queste contraddizioni, le storie di mafia, dimostra che è altro dalla mafia, che ha una cultura inversa a quella dell’omertà – ha affermato lo scrittore – e soprattutto (e questa è l’occasione persa), il mondo quando deve affrontare il problema mafioso, dal Messico alla Russia, si rivolge all’Italia perché abbiamo una giurisprudenza antimafia tra le migliori della terra».

Poi il caso Ruby: «L’inchiesta è molto forte. I magistrati di Milano hanno lavorato molto bene. Passo la mia vita a leggere le carte giudiziarie e quindi sul piano tecnico mi sembra tutto molto rigoroso». Saviano ha quindi parlato del recente scontro con Marina Berlusconi: «Non ho mai litigato con Marina Berlusconi – dice – mi piacerebbe, però, che lei capisse come lo sdoppiamento della personalità sia un problema». Lei rappresenta tre persone, dice: la figlia del premier, l’editore e la libera cittadina: «Per fare pace con Marina Berlusconi dovrei andare da tre persone diverse».

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